I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 4 giorno

I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 4 giorno

Eccoci giunti al quarto giorno del settenario. Il quarto dono dello Spirito Santo che prendiamo in considerazione è la FORTEZZA.
Lo Spirito del Signore viene in aiuto alla nostra debolezza fortificando la nostra volontà e rendendoci perseveranti nelle opere buone, saldi nell’esercizio delle virtù e stabili nel proposito della santità.
C’è una debolezza che attacca la nostra volontà che spesso ci impedisce di progredire nel cammino di santità. È quel “fomes peccati” di cui parlava già San Tommaso d’Aquino, ovvero quella cicatrice lasciata in noi dal peccato originale che inclina a compiere come sperimentava Paolo Apostolo “ il male che non vogliamo” piuttosto che “il bene che vogliamo”. Per contrastare questa tendenza viene incontro la grazia, vengono incontro i Sacramenti, viene incontro lo Spirito Santo!

Nonostante questa inclinazione che tende a buttarci giù, questa specie di forza di gravità che ci schiaccia e ci deprime e tante volte ci scoraggia nel compiere il bene…nonostante tutto questo, il fervore di spirito ci piace. Ci piacciono le persone entusiaste delle cose, che si danno una mossa, che si sacrificano per qualcuno o qualcosa. Ci piace chi è disposto a dare la vita per noi, chi lotta e non si arrende.
Faccio un esempio calcistico. Tutti facciamo il tifo per quei calciatori che escono dal campo dopo aver lottato, quelli che sono stati su ogni pallone, che sono stati generosi con i compagni, e non hanno mai mollato un attimo. Ci piace chi crede e spera fino in fondo, chi non si rassegna.

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I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 2 giorno

I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 2 giorno

Ieri abbiamo parlato della SAPIENZA, oggi approfondiamo il secondo dono dello Spirito Santo: l’intelletto. Il dono dell’intelletto ha ben poco a che fare con l’intelligenza propriamente detta, non è infatti questione di quoziente intellettivo.
Il dono dell’INTELLETTO riguarda la capacità dell’intus legere, del leggere dentro, come faceva Gesù, la capacità di vedere nel cuore, di accorgersi delle cose importanti, vere, belle. Di vedere la porzione di bello e buono nascoste oltre l’apparenza.

Ricordo una lettera commovente che un giovane che aveva conosciuto in vita la mistica francese Madeleine Delbrêl scrisse su di lei. Vi era scritto:

“Madeleine è il solo essere al mondo che mi abbia amato in speranza. Essa ha indovinato il mio vero io, sfigurato per tutti, sconosciuto a se stesso, da se stesso odiato, incosciente nel carcere di cui giungo dopo dieci anni e con il suo aiuto a liberarmi. Grazie a lei io sono esistito per uno dei miei simili prima di esistere nella mia coscienza, quando tutti gli altri non potevano che ignorarmi. Se non c’è più grande amore che dare la propria vita per coloro che si amano, come situare colui che rende la vita a chi l’ha perduta, che la da’ a chi non l’ha mai conosciuta?

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I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 1 giorno

I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 1 giorno

La Sapienza è quel dono che permette di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È semplicemente questo: è vedere il mondo, vedere le situazioni, i problemi, con gli occhi di Dio.

Lo Spirito Santo rende il cristiano «sapiente», non riempiendolo di concetti e spiegazioni, ma facendone una persona che «sa» di Dio: sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio.  Conosce quando qualcosa”Sa” di Dio, come si dice. Ha il gusto, il sapore di Dio. Lo fa proprio e lo dona!

SAPERE ha la stessa radice di SAPORE. Chi sa di Dio ne lascia assaporare il SAPORE. Chi possiede il dono della Sapienza, ha il gusto amoroso di Dio e della sua bellezza. Ne sparge l’essenza, il profumo.

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Triduo a S.Gemma Galgani – 3 giorno

Triduo a S.Gemma Galgani – 3 giorno

Elsa Morante, nel suo celebre romanzo La Storia intavola il seguente dialogo:
“Gesù sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno.
Io – risponde lui – non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate via senza vedermi, come se io fossi l’ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell’universo, e voialtri non li riconoscete, pretendete di aspettare chi sa quali altri segni volgari“.

Ha ragione, quanti infiniti segni d’amore il Signore ci dona ogni giorno. Corriamo il rischio di guardare imbambolati il cielo in attesa che giunga qualcosa di grande a scuoterci e ci dimentichiamo dei segni che abbiamo sotto gli occhi. Questo ci interroga anche sulla memoria che noi passionisti celebriamo in particolare in questo giorno, quella di Santa Gemma Galgani.
Chi sono i santi se non dei segni di una presenza di Dio? È la loro vita bella, il loro esempio a testimoniare che tutto ciò che il Signore ci ha promesso è possibile, basta fidarsi di Lui e di quello che ci chiede. Ascolto e fedeltà. I santi sono indici puntati verso il Cielo, verso il cuore di Dio.
Una volta all’interno degli ascensori dei palazzi lussuosi c’erano degli inservienti, oggi si chiamano LIFT e sono veramente una rarità, chiedono il piano e spingono i pulsanti. I santi sono come loro, ci aiutano a salire, ad andare in Cielo. L’ascensione indica la rotta che tutti dobbiamo intraprendere, quella verso il Padre, verso il Regno dei Cieli.

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Triduo a S.Gemma Galgani – 2 giorno

Triduo a S.Gemma Galgani – 2 giorno

Ricordate i tenerissimi dialoghi del piccolo Marcellino con Gesù nel film “Marcellino pane e vino”? Quelli riguardanti la mamma? Ecco, qualcosa di simile è accaduto realmente nella vita della piccola Gemma Galgani.
È il giorno della sua prima comunione e Gemma è felice come non mai. Durante la messa prega per la mamma gravemente inferma. In quel momento sente per la prima volta una voce interna parlarle al cuore:
«Gemma, me la vuoi dare la mamma?».
«Si -risponde- ma purché prendiate anche me».
«No, dammela volentieri… Tu, per ora, devi restare col babbo. Te la condurrò in Paradiso».
«Ma anch’io voglio andare in Paradiso con la mamma».
«Si, più tardi».
«Fui costretta a rispondere di sì» narra Gemma; «e, finita la messa, corsi in casa. Mio Dio! Guardavo la mamma e piangevo; non potevo trattenermi». La mamma era agli estremi. Di li a pochi giorni volerà in cielo.
Da quel momento Gesù le affida per madre la Sua stessa madre, Maria.

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