Ieri abbiamo parlato della SAPIENZA, oggi approfondiamo il secondo dono dello Spirito Santo: l’intelletto. Il dono dell’intelletto ha ben poco a che fare con l’intelligenza propriamente detta, non è infatti questione di quoziente intellettivo.
Il dono dell’INTELLETTO riguarda la capacità dell’intus legere, del leggere dentro, come faceva Gesù, la capacità di vedere nel cuore, di accorgersi delle cose importanti, vere, belle. Di vedere la porzione di bello e buono nascoste oltre l’apparenza.
Ricordo una lettera commovente che un giovane che aveva conosciuto in vita la mistica francese Madeleine Delbrêl scrisse su di lei. Vi era scritto:
“Madeleine è il solo essere al mondo che mi abbia amato in speranza. Essa ha indovinato il mio vero io, sfigurato per tutti, sconosciuto a se stesso, da se stesso odiato, incosciente nel carcere di cui giungo dopo dieci anni e con il suo aiuto a liberarmi. Grazie a lei io sono esistito per uno dei miei simili prima di esistere nella mia coscienza, quando tutti gli altri non potevano che ignorarmi. Se non c’è più grande amore che dare la propria vita per coloro che si amano, come situare colui che rende la vita a chi l’ha perduta, che la da’ a chi non l’ha mai conosciuta?“
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