San Michele Arcangelo e Paolo della Croce nel racconto di Rosa Calabresi

San Michele Arcangelo e Paolo della Croce nel racconto di Rosa Calabresi

« [Al termine di una visione di Gesù Bambino] un Angelo ed il glorioso S. Michele apparvero visibilmente, quali ancor io vidi, e lo alzarono di ginocchio e lo misero a sedere e poi disparvero… »
(Rosa Calabresi – Processo ordinario di Roma)

« Un altro giorno mi trovai presente quando al Servo di Dio apparvero l’Arcangelo S. Michele ed un altro Angelo così luminosi che non potevano lungamente fissarsi per lo splendore. Si prostrò prontamente il p. Paolo e domandò all’Arcangelo S. Michele (per cui nutriva una speciale devozione) se aveva protezione dell’anima sua e della Congregazione. Egli rispose che aveva tutta la cura sì dell’anima sua che della Congregazione, che l’aveva avuta per il passato e l’avrebbe in appresso; e disparve la visione » .
(Rosa Calabresi – Processo ordinario di Roma)

Visita delle monache passioniste

Visita delle monache passioniste

Una rappresentanza di monache passioniste riunite in questi giorni in Italia per una straordinaria Assemblea Generale dal titolo “Rigenerate dal Mistero Pasquale portiamo frutti di Vita nuova”, hanno fatto visita al Monte Argentario ed incontrato la comunità di noviziato. Accompagnate da P. Floriano De Fabiis CP, Procuratore Generale, da P.Antonio Munduate, Consultore Generale, e da P.Giovanni Cipriani, hanno fatto sosta dapprima presso il ritiro di San Giuseppe, successivamente si sono ritrovate al Santuario della Presentazione dove sono state calorosamente accolte da P.Carlo Scarongella, Superiore del Ritiro, insieme ai religiosi della comunità di noviziato.

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Lettura Popolare della Bibbia – XXVI Domenica T.O. (anno B)

Lettura Popolare della Bibbia – XXVI Domenica T.O. (anno B)

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi.
Chiunque infatti vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare. Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue».

Parola del Signore

Scheda per la Lettura Popolare della Bibbia – Domenica XXVI Domenica del T.O. (anno B)

 

Volevamo impedirglielo

Volevamo impedirglielo

Sì Signore, spesso ti vogliamo tutto per noi, non ci sta bene che altri facciano le stesse cose che facciamo noi. Accettiamo quelli che fanno parte del nostro gruppo, quelli che stanno con noi, quelli che sono dei “nostri”. Non ci sta bene il modo di fare degli altri, solo il nostro modo di fare è quello giusto. Questi altri, che vogliono? Non vedono che con il loro modo di fare disturbano?

Signore quante volte abbiamo impedito ad altri di fare qualcosa solo perché il loro comportamento, il loro modo di fare, era diverso dal nostro? Quante volte Signore siamo stati di scandalo! Quante volte siamo stati pietre di inciampo per i nostri fratelli!
In fondo, chi siamo noi per dire ciò che è giusto o sbagliato? Noi non siamo giudici neanche di noi stessi!
Solo Tu Signore puoi giudicarci, solo Tu che conosci ciò che giova alla nostra vita.
Insegnaci a non essere pietre di inciampo, a non giudicare i fratelli che incontriamo lungo la via, ma ad essere sguardi innamorati, piedi che corrono incontro e mani che stringono, accarezzano e abbracciano. Dispensatori di misericordia.
(I novizi)

Giunsero a Cafàrnao

Giunsero a Cafàrnao

Giunsero a Cafàrnao … I discepoli giunsero … Erano in viaggio con Gesù da molto tempo e finalmente giunsero, erano giunti alla mèta.
Avevano forse capito i discorsi che Gesù aveva finito di dire lungo la strada? No, dovevano ancora giungere a capire, in realtà si erano solo fermati, si erano arenati, avevano preferito fermarsi sulle proprie idee, fermarsi alle loro chiacchiere, non sentire più la voce del loro maestro.

Quante volte anche noi ci fermiamo, non sentiamo la voce del Maestro che ci parla lungo la via.
Quante volte anche noi restiamo in ascolto del rumore del mondo, del suono che ci condiziona la vita, di quella voce che porta a bloccarci e a non essere più noi stessi, che ci esorta a non andare più avanti, a non giungere alla mèta, fermandoci davanti ad ideologie che sono solo pure fantasie, e ad illusioni che sono solo proiezioni dei nostri desideri.

Occorre ogni tanto fermarsi, stare in silenzio. Come si può sentire la voce del Maestro, la voce del Signore che ci parla nel frastuono di ogni giorno? Occorre ritrovare il silenzio, occorre ritrovare quel silenzio assordante per il mondo, per risentire la voce di Dio. Occorre riscoprire la meraviglia del suono della Sua voce. Nel frastuono non si può sentire la sua voce. Non è nel terremoto, neanche nel fuoco, neppure nelle tempeste di ogni giorno, Egli ci parla nella brezza di un vento leggero che a mala pena muove le foglie, si manifesta nella semplicità, in ciò che non ti aspetti.

Siamo sempre presi da mille impegni, pensiamo a correre a destra e a sinistra e questo ci distoglie dal saper cogliere la Sua voce, il Suo messaggio, la Sua Parola. Il Signore in ogni istante ci parla, in ogni istante resta al nostro fianco. Abbandoniamo le nostre idee costruite su castelli di sabbia e apriamoci alla meraviglia, allo stupore, così che anche in un semplice cinguettio, in un battito d’ali di farfalla o in un caldo raggio di sole,  possiamo sentire la carezza di Dio, un segno del Suo infinito amore per noi.
(I novizi)