Il Papa ai formatori: siate testimoni!

Il Papa ai formatori: siate testimoni!

[…]Non c’è crisi vocazionale là dove ci sono consacrati capaci di trasmettere, con la propria testimonianza, la bellezza della consacrazione. E la testimonianza è feconda. Se non c’è una testimonianza, se non c’è coerenza, non ci saranno vocazioni. E a questa testimonianza siete chiamati. Questo è il vostro ministero, la vostra missione. Non siete soltanto “maestri”; siete soprattutto testimoni della sequela di Cristo nel vostro proprio carisma. E questo si può fare se ogni giorno si riscopre con gioia di essere discepoli di Gesù. Da qui deriva anche l’esigenza di curare sempre la vostra stessa formazione personale, a partire dall’amicizia forte con l’unico Maestro. In questi giorni della Risurrezione, la parola che nella preghiera mi risuonava spesso era la “Galilea”, “là dove tutto incominciò”, dice Pietro nel suo primo discorso. Le cose accadute a Gerusalemme ma che sono incominciate in Galilea. Anche la nostra vita è incominciata in una “Galilea”: ognuno di noi ha avuto l’esperienza della Galilea, dell’incontro con il Signore, quell’incontro che non si dimentica, ma tante volte finisce coperto da cose, dal lavoro, da inquietudini e anche da peccati e mondanità. Per dare testimonianza è necessario fare spesso il pellegrinaggio alla propria Galilea, riprendere la memoria di quell’incontro, quello stupore, e da lì ripartire. Questa è una disciplina di quelli e di quelle che vogliono dare testimonianza: andare indietro alla propria Galilea, dove ho incontrato il Signore; a quel primo stupore […]. (Papa Francesco – Udienza ai partecipanti al Convegno dei Formatori di consacrati e consacrate)

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In comunità insieme

In comunità insieme

Il titolo di questo articolo non è casuale: dal mio punto di vista, riassume molto bene la bellissima e arricchente esperienza che abbiamo vissuto qui, sul monte argentario nel ritiro della Presentazione, nei giorni 22 – 26 aprile, noi sette novizi passionisti, i tredici postulanti e i loro otto rispettivi direttori.

Una settimana vissuta davvero all’insegna della comunità, della fraternità, dello stare bene insieme e camminare sempre uniti verso l’unica meta: Lui. Non ci conoscevamo tutti, si arrivava da diverse parti d’Italia: sud, nord, centro… Tutti accomunati però, dalla voglia di conoscere meglio e innamorarci sempre più di questo “cuore” che ogni giorno, batte forte per noi, per me: Gesù!

Le giornate erano scandite da orari ben precisi, si alternavano momenti di preghiera comunitaria, presieduti ogni volta da un padre diverso; momenti di studio e riflessione guidati dal maestro e vicemaestro, con momenti anche di uscite e ricreazione.

A coronare il tutto è stata la festa popolare della “Madonna del Predicatore”, il 25 aprile, che ci ha resi tutti protagonisti, prima con il pellegrinaggio mariano, poi nel pomeriggio con il concerto gospel: “Voices of Heaven” di Pisa, e in serata la S. Messa solenne presieduta dal padre maestro e superiore della casa: P. Carlo Scarongella.

Novizi e postulanti ci incontravamo con il vice maestro Padre Roberto Fella, e la commissione VFS della CEB con i direttori dei postulanti.

Noi novizi e postulanti abbiamo avuto modo anzitutto di conoscerci tra di noi, di riflettere insieme sull’importanza e bellezza della chiamata e sulla vita fraterna in comunità. Padre Roberto, con il suo stile semplice ma chiaro e determinato, ha tratteggiato quelle che devono essere le caratteristiche, o meglio dire, virtù fondamentali che ognuno di noi deve coltivare quotidianamente, per poter alimentare la propria vocazione e vivere la vita comunitaria religiosa.

Penso che un po’ tutti, dopo questi giorni intensi e belli, nello zaino del nostro cammino, abbiamo messo degli slogan che ci debbano far ricordare il tutto:

La vocazione è davvero un gran bel dono di Dio per me. Non ci chiamiamo da soli, ma il Signore ci ha chiamati. Noi non ci scegliamo, ma il Signore ci mette accanto, e insieme dobbiamo vivere e non convivere. Dobbiamo davvero gareggiare nello stimarci a vicenda, smussare il nostro io per far emergere il noi… Certo lo sappiamo tutti, non è facile, ma non impossibile!

Ora ognuno è nella propria casa e comunità formativa. Noi novizi qui sul Monte, loro postulanti nelle rispettive comunità di postulandato, ed è inutile dire che già si sente la mancanza gli uni degli altri. Ma il cammino deve proseguire, per poi rivederci di nuovo insieme in estate!

Nell’attesa di rivederci e rivivere momenti forti e belli, se pur lontani, sentiamoci vicini con la preghiera reciproca!

(Marino Longo)annualeraduno2014Cover