Veglia di preghiera mariana per le famiglie

Veglia di preghiera mariana per le famiglie

La sera del 26 gennaio al Santuario della Presentazione di Monte Argentario, il primo ritiro dei passionisti fondato da S.Paolo della Croce, si è tenuta una veglia mariana dedicata alle donne e alle madri, dal titolo “Porta un fiore a Maria…e lascia sbocciare la verità“, per riscoprire e sostenere la famiglia: un’occasione quindi per pregare per la famiglia e per ribadire con forza il valore sociale della preghiera.

Un’iniziativa organizzata e promossa a livello nazionale da alcune associazioni e movimenti ecclesiali italiani in collaborazione con la Diocesi di Roma, in particolare dal Rinnovamento nello Spirito (Rns). Inizialmente organizzata in contemporanea a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, e in 20 basiliche e santuari mariani d’Italia, si è tenuta poi anche in tanti altri santuari che hanno aderito a tale proposta. Tengo a sottolineare alcune affermazioni del Presidente di Rns, Salvatore Martinez, rilasciate nell’intervista pubblicata su Avvenire il 26 gennaio, che spiegano le motivazioni di questo evento che ha “contagiato” i cuori di molti fedeli che hanno accolto l’invito e partecipato nei diversi santuari italiani.

Nel momento in cui l’unità spirituale di un popolo sembra essere attaccata, i credenti danno voce alla preghiera più che alle parole. Abbiamo ritenuto urgente condividere questa idea di una veglia mariana dedicata alle donne e alle madri per significare il valore della dignità della donna e dell’uomo, la bellezza della maternità e della paternità. La preghiera è l’arma più efficace a disposizione dei credenti ed è un metodo per sensibilizzare su quanto accade nella realtà e per discernere il bene dal male. E’ nella preghiera il segreto del vero umanesimo. Chi prega include Dio nella storia e non lo esclude come un estraneo. Chi prega ha il coraggio di rischiare con il cuore puro e sconfigge la paura e l’indifferenza che spesso attanagliano questo nostro tempo. La preghiera compie sempre miracoli! Le donne e gli uomini della preghiera, nel tempo della crisi dell’umano, sono la più grande riserva di speranza e di difesa della vita, riconosciuta e custodita come dono d’amore.

La veglia è avvenuta a pochi giorni dalla manifestazione nazionale al Circo Massimo di Roma contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, attualmente all’esame in Senato: un disegno di legge che vuole minare le basi della famiglia, il cui tessuto sociale, già fragile e penalizzato economicamente e fiscalmente, potrebbe subire ulteriori e profonde lacerazioni. Un’iniziativa che vuole andare oltre le appartenenze religiose, culturali e politiche, in quanto ad essere a rischio è la vita e la tutela della famiglia. Ancor più come cristiani non possiamo rimanere indifferenti: dobbiamo testimoniare con forza il rispetto di valori inalienabili! Infatti, nel rispetto dei diritti civili dei singoli, rimane inammissibile l’equiparazione all’istituto del matrimonio di ogni altro tipo di convivenza, con ogni conseguenza che può determinare, per favorire unicamente gli interessi di pochi, ricchi ed egoisti potenti che pensano di poter comprare tutto, anche la vita e la dignità delle persone.

Purtroppo nel nostro Paese, e non solo, si pensa agli interessi di pochi, mentre si mettono da parte i problemi più gravi della gente comune: il sostegno alle famiglie in difficoltà con più figli a carico, quelle schiacciate dalle tasse e dalla disoccupazione dilagante, quelle che non riescono ad avere bambini e che l’alternativa dell’adozione è difficile da raggiungere, mentre i bambini vivono in istituti o in case famiglia, che certo non possono sostituire la famiglia, i quali meritano di avere una madre ed un padre per una buona e sana crescita umana e affettiva. Anche Gesù ha scelto di nascere in una famiglia, costituita da una madre e da un padre, indicandoci il progetto di Dio sull’uomo e sulla famiglia umana, quella formata fin dalla creazione da un maschio ed una femmina.

Quella sera i Padri Passionisti, sostenendo la proposta del Gruppo diocesano del Rinnovamento nello Spirito che ha coinvolto le altre associazioni, hanno accolto con gioia l’iniziativa e le persone che hanno partecipato con entusiasmo e raccoglimento, ognuna delle quali ha offerto a Maria nella preghiera le sue gioie e speranze, tristezze ed angosce, confidando nel suo aiuto e sostegno. Padre Carlo ha guidato la veglia, animata con la musica, i canti e le testimonianze del gruppo di Rns. E’ stato un momento davvero toccante e significativo di Chiesa che cammina in comunione sulle strade della fede e della speranza, indicate dalla Sacra Famiglia ed in particolare dalla Madonna.
Infatti abbiamo pregato con il rosario della famiglia, avendo davanti all’altare un quadro che riproduceva la Madonna della Speranza, un’immagine tanto cara ai Padri Passionisti, che mostra Maria con in braccio Gesù bambino offerto all’umanità, mentre sorregge la croce, tenuta in mano anche da Gesù. Un altro simbolo della veglia è stato il fiore portato a Maria e, dopo la benedizione finale, consegnato ai presenti per portarlo nelle famiglie come segno di benedizione.
Infine ai tanti simboli e significati racchiusi nella veglia, accanto alla preghiera, al canto e alle meditazioni, si sono alternate alcune testimonianze davvero toccanti e commoventi: parole e gesti di condivisione e di fraternità che hanno reso ancor più bella ed indimenticabile questa esperienza.
Vorrei concludere con la preghiera di affidamento a Maria e di augurio espressa da Martinez: “Guardando a Maria, Madre di tutti i credenti, chiediamo al Signore che ridesti nel nostro paese lo stupore per la bellezza della maternità e della paternità, della dignità della donna e dell’uomo e del loro amore sponsale e generativo in una famiglia“.
Laura Metrano
Articolo per il settimanale diocesano “Confronto” – Toscana Oggi