In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».
Come è difficile farsi piccoli! Il nostro orgoglio, il nostro Io ci uccide. Vogliamo sempre essere i primi, vogliamo sempre prevalere, vogliamo sempre stare al primo posto. Il piedistallo più alto deve sempre essere nostro! Guai a chi lo prende!
O poveri noi, dimentichiamo spesso di sentire ciò che tu ci dici, dimentichiamo le parole che Tu pronunci lungo la strada, dimentichiamo che tu stai camminando con noi, che lungo il cammino tu ci parli. Quante cose dimentichiamo! Facciamo orecchie da mercanti, pensiamo solo a noi stessi, pensiamo a salire quel gradino che ci dà fama, gratitudine, … L’unica cosa importante è essere primi, è essere importanti!
Ma tu, Signore, ci inviti a scendere, non è quella la giusta strada, non è lì che ti troveremo. Non è tra i primi posti che Tu ci attendi, ma tra gli ultimi, non è tra i vincenti, ma tra gli ultimi … O Signore, trasforma il nostro cuore di pietra in un cuore realmente di carne, un cuore che riesca ad emozionarsi, capace di guardare le tue meraviglie per stupirsi come fanno i bambini.
Signore rendici piccoli, ultimi fra gli ultimi. Si, facci tornare bambini.
(I novizi)
Domenica 20 settembre il noviziato passionista del Monte Argentario ha avuto la gioia di poter accogliere confratel Vincenzo e confratel Pio, due novizi tedeschi, accompagnati da padre Alban.
Sono questi momenti di condivisione e fraternità che rendono ancora più chiara, nei nostri cuori, la certezza di essere una grande famiglia riunita sotto lo stesso segno, la Croce di Cristo. Auf Wiedersehen!
Oh Madre nostra Addolorata, Regina della Congregazione della Passione, all’inizio di quest’anno di noviziato, ci vogliamo affidare a Te, metterci sotto il tuo manto di dolore e d’amore e, ci vogliamo consacrare a Te, sicuri di trovare conforto, riparo e consolazione.
Oh Madre nostra, insegnaci a vivere il nostro carisma, insegnaci a seguire Gesù sulla via che porta al Calvario e donaci di saper stare sotto la Croce cosi come Tu lo sei stata sotto quella del tuo Figlio.
Imprimi nei nostri cuori sentimenti di contrizione per i nostri peccati, insegnaci a saper vivere con fedeltà le nostre croci .
Oh Madre Addolorata donaci di soffrire con chi soffre, rendici compassionevoli e solidali con chi “completa nella carne ciò che manca ai patimenti di Cristo” e rendici veri e degni figli dell’Amore Crocifisso. Amen
(I novizi)
Nel giorno in cui la Chiesa festeggia l’Esaltazione della Croce e la Congregazione passionista celebra una delle sue più importanti ricorrenze, cinque giovani novizi hanno iniziato il loro cammino formativo nel Ritiro del Monte Argentario.
All’interno della Celebrazione hanno pronunciato il loro “Eccomi” alla chiamata del Signore, esprimendo al tempo stesso il desiderio di impegnarsi a “conoscere il significato della vocazione passionista e sperimentare lo stile di vita della Congregazione per assimilarne lo spirito e la dedizione apostolica” (Cf. Cost.89).
Accompagniamo questi nostri giovani con la preghiera, affinché facendo continua memoria del mistero della Croce possano essere guidati dallo Spirito di Dio nel comprendere sempre più la volontà di Dio sulla loro vita.
Di seguito è possibile riascoltare l’omelia di Padre Carlo Scarongella
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