Elsa Morante, nel suo celebre romanzo La Storia intavola il seguente dialogo:
“Gesù sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno.
Io – risponde lui – non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate via senza vedermi, come se io fossi l’ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell’universo, e voialtri non li riconoscete, pretendete di aspettare chi sa quali altri segni volgari“.

Ha ragione, quanti infiniti segni d’amore il Signore ci dona ogni giorno. Corriamo il rischio di guardare imbambolati il cielo in attesa che giunga qualcosa di grande a scuoterci e ci dimentichiamo dei segni che abbiamo sotto gli occhi. Questo ci interroga anche sulla memoria che noi passionisti celebriamo in particolare in questo giorno, quella di Santa Gemma Galgani.
Chi sono i santi se non dei segni di una presenza di Dio? È la loro vita bella, il loro esempio a testimoniare che tutto ciò che il Signore ci ha promesso è possibile, basta fidarsi di Lui e di quello che ci chiede. Ascolto e fedeltà. I santi sono indici puntati verso il Cielo, verso il cuore di Dio.
Una volta all’interno degli ascensori dei palazzi lussuosi c’erano degli inservienti, oggi si chiamano LIFT e sono veramente una rarità, chiedono il piano e spingono i pulsanti. I santi sono come loro, ci aiutano a salire, ad andare in Cielo. L’ascensione indica la rotta che tutti dobbiamo intraprendere, quella verso il Padre, verso il Regno dei Cieli.

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