da admin | 18 Ottobre 2014 | Notizie, Novizi, Spiritualità
“Se tutte le Bibbie del mondo – diceva S.Agostino – andassero distrutte per qualche cataclisma o furore iconoclasta e ne rimanesse soltanto una copia; e anche questa copia fosse così danneggiata che solo una pagina fosse ancora intera, e anche questa pagina fosse così stropicciata che solo una riga si potesse ancora leggere: se tale riga è la riga della Prima lettera di Giovanni dove è scritto “Dio è amore!”, tutta la Bibbia sarebbe salva, perché tutto è contenuto lì”.
Dio è amore, e la Passione di Cristo ne è la manifestazione più stupenda. Come amava dire Paolo della Croce: “Essa è il miracolo dei miracoli dell’Amore di Dio”, “la più grande e stupenda opera dell’Amore di Dio”.
Per questo il Nostro Santo tanto si adoperò per diffonderla nei cuori di coloro che incontrava. Egli era persuaso che all’origine dei tanti mali del suo tempo vi fosse la dimenticanza della Passione, ovvero dell’Amore di Dio per l’umanità ferita e piagata dal peccato.
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da admin | 17 Ottobre 2014 | Notizie, Novizi, Spiritualità
Il titolo scelto per questo ottavo giorno di novena in preparazione alla Solennità del Fondatore è“Paolo della Croce ai confini della realtà”. Può sembrare il nome di un inedito capitolo della saga di Star Trek, ma la fantascienza, come avremo modo di vedere, c’entra ben poco.
Paolo nutrì fin da piccolo una spiccata ammirazione per le maggiori figure dell’agiografia cristiana. Era convinto che “per far petto all’Anticristo”, come era solito dire, bisognasse pregare il “Padrone del campo” che mandasse operai eccezionali, “uomini grandi in virtù e santità” capaci di vincere ogni resistenza alla Grazia.
Per via della sua modestia non riconobbe mai pubblicamente che Dio si serviva proprio di lui per mostrare al mondo un modello di santità non inferiore alle straordinarie figure che egli tanto apprezzava. La sua vita non fu meno ricca di carismi, profezie, prodigi e grazie.
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da admin | 16 Ottobre 2014 | Notizie, Novizi, Spiritualità
Abbiamo trattato del terribile viaggio compiuto da Paolo della Croce nelle periferie più oscure della sua vita. Quelle, tuttavia, non furono le sue uniche notti.
Come se non bastasse la guerra che già gli muoveva l’inferno, il Signore permise che il Santo vivesse un ulteriore, terrificante martirio che i mistici generalmente chiamano: notte oscura.
Si tratta di un insieme di tremende tentazioni contro la fede, la speranza, la carità, la pazienza e altre virtù, unito a travagli, desolazioni, abbandoni e tenebre interiori, che tengono l’anima sotto il torchio della croce, e le fanno soffrire una pena così grande, che si può paragonare alla pena del danno che soffrono i dannati dell’inferno.
Una sensazione di abbandono totale, snervante se si considera la durata che ebbe nella vita del nostro Santo: 50 lunghissimi anni.
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da admin | 15 Ottobre 2014 | Notizie, Spiritualità
Nel Diario, primo e più importante scritto di Paolo, il nome di Teresa è l’unico che figuri: la nota protesta della grande Contemplativa: « O patire o morire!» doveva averlo colpito profondamente. Di lei era « devoto » e ne leggeva le opere « con piacere ».
Nell’epistolario mostra di conoscerne la vita ed esorta ad imitarne gli esempi.
« Non stia mai in ozio — scrive alla giovane Teresa Palozzi —, lavori in silenzio e faccia conto d’aver sempre Gesù a lato, come faceva S. Teresa ». « Vostra Reverenza — esorta l’amico Scarsella — non si sgomenti per le contrarie risvegliate fazioni e ripulse, per grandi che possano essere; anzi prenda da esse maggior coraggio a somiglianza di S. Teresa, che protestava allora invogliarsi più d’accingersi all’imprese per la gloria divina, quanto maggiori scorgeva in esse difficoltà ».
«Anche la Serafica S. Teresa, serafina del Carmelo — ricorda ad una religiosa — poco dopo che fu monaca, fu assalita da dolori atroci, che le durarono degli anni e conveniva rivolgerla da uh lato all’altro del letto con le lenzuola ». — « Sia amantissimo della santa orazione ad imitazione di S. Teresa », consiglia ad un giovane sacerdote. « Le raccomando altresì — ripete ad un altro — di fare ad imitazione di S. Teresa un abito grande al raccoglimento e solitudine interna ». Ad un superiore ricorda la dottrinà di S. Bernardo: « Rector omnia videat, multa dissimulet, pauca castiget », perché, spiega citando S. Teresa, « chi troppo tira, si strappa, tanto più che tutti hanno buona volontà; ma per vederli volare alla perfezione, bisogna che Dio gli dia le ali ».
Anch’egli (n.d.r. S.Paolo della Croce) è convinto che ad una certa fase della vita interiore l’anima obbedisce alla legge del silenzio: « Lo stato presente della sua orazione — spiega alla Bresciani — non ha bisogno di molte parole: l’amore parla poco ». Precisamente, scrive pure Teresa, come « quando due persone si amano molto e sono sveglie d’ingegno, s’intendono fra loro senza far cenni, ma solo col guardarsi » – In altri termini, l’anima « in una occhiata d’amore, in pura fede, conosce gran cose ».
(fonte: Enrico Zoffoli – vol II)
da admin | 15 Ottobre 2014 | Notizie, Novizi, Spiritualità
Per comprendere alcune storie, bisogna essere disposti a calarsi negli anfratti più tenebrosi, nelle periferie più oscure e dimenticate.
In pochi sono a conoscenza delle spaventose visioni che Paolo della Croce ebbe dell’inferno e alla sua lotta, durata tutta la vita, contro “i Principati e le potestà, contro i “dominatori di questo mondo di tenebra” utilizzando la terminologia dell’omonimo Apostolo delle genti.
Per aumentare ancora di più la sua sete di anime il Signore volle mostrare a Paolo della Croce le pene riservate a coloro che si fossero rifiutati di corrispondere al Suo Amore.
Un giorno alla presenza della sorella Teresa e del fratello Giovanni Battista, mentre giovanissimo meditava sulle verità eterne nella sua casa di Castellazzo, fu trasportato in spirito in quel luogo di tormenti. Vide per qualche istante le pene dei dannati e lo spavento fu tale e tanto che perdette i sensi, gridando fortemente parole incoerenti di disperazione.
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