Nel Diario, primo e più importante scritto di Paolo, il nome di Teresa è l’unico che figuri: la nota protesta della grande Contemplativa: « O patire o morire!» doveva averlo colpito profondamente. Di lei era « devoto » e ne leggeva le opere « con piacere ».
Nell’epistolario mostra di conoscerne la vita ed esorta ad imitarne gli esempi.

« Non stia mai in ozio — scrive alla giovane Teresa Palozzi —, lavori in silenzio e faccia conto d’aver sempre Gesù a lato, come faceva S. Teresa ». « Vostra Reverenza — esorta l’amico Scarsella — non si sgomenti per le contrarie risvegliate fazioni e ripulse, per grandi che possano essere; anzi prenda da esse maggior coraggio a somiglianza di S. Teresa, che protestava allora invogliarsi più d’accingersi all’imprese per la gloria divina, quanto maggiori scorgeva in esse difficoltà ».

«Anche la Serafica S. Teresa, serafina del Carmelo — ricorda ad una religiosa — poco dopo che fu monaca, fu assalita da dolori atroci, che le durarono degli anni e conveniva rivolgerla da uh lato all’altro del letto con le lenzuola ». — « Sia amantissimo della santa orazione ad imitazione di S. Teresa », consiglia ad un giovane sacerdote. « Le raccomando altresì — ripete ad un altro — di fare ad imitazione di S. Teresa un abito grande al raccoglimento e solitudine interna ». Ad un superiore ricorda la dottrinà di S. Bernardo: « Rector omnia videat, multa dissimulet, pauca castiget », perché, spiega citando S. Teresa, « chi troppo tira, si strappa, tanto più che tutti hanno buona volontà; ma per vederli volare alla perfezione, bisogna che Dio gli dia le ali ».

Anch’egli (n.d.r. S.Paolo della Croce) è convinto che ad una certa fase della vita interiore l’anima obbedisce alla legge del silenzio: « Lo stato presente della sua orazione — spiega alla Bresciani — non ha bisogno di molte parole: l’amore parla poco ». Precisamente, scrive pure Teresa, come « quando due persone si amano molto e sono sveglie d’ingegno, s’intendono fra loro senza far cenni, ma solo col guardarsi » – In altri termini, l’anima « in una occhiata d’amore, in pura fede, conosce gran cose ».

(fonte: Enrico Zoffoli – vol II)