I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 3 giorno

I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 3 giorno

Recita il Salmo 16: «Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; anche di notte il mio animo mi istruisce. Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare».
Il Signore consiglia, il Signore istruisce colui che si accorge di Lui, chi pone sempre Dio davanti a se stesso, chi si lascia guidare da Lui.
Il terzo dono che consideriamo in questo settenario di preparazione alla Solennità di Pentecoste è il CONSIGLIO.

Nella vita, siamo tutti chiamati a compiere delle scelte, ad orientarci, a prendere qualche decisione. Dal momento che la nostra vita è dono di Dio e non possiamo permetterci di sbagliare e di mettere a repentaglio noi e il prossimo, abbiamo bisogno di Qualcuno che ci orienti. Chi meglio di Dio? Ecco perché lo Spirito Santo ci consiglia, ci guida, ci illumina. Il dono del consiglio ci aiuta a decidere bene.
Decidere deriva da de-ceduo…ovvero tagliare via. Chi decide compie dei tagli nella propria vita, elimina il superfluo, pota ciò che non vivifica per portare più frutto. Il dono del Consiglio guarisce la precipitazione nel dare risposte ai problemi concreti della vita e dona la luce necessaria per poter scegliere secondo il volere di Dio.

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I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 2 giorno

I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 2 giorno

Ieri abbiamo parlato della SAPIENZA, oggi approfondiamo il secondo dono dello Spirito Santo: l’intelletto. Il dono dell’intelletto ha ben poco a che fare con l’intelligenza propriamente detta, non è infatti questione di quoziente intellettivo.
Il dono dell’INTELLETTO riguarda la capacità dell’intus legere, del leggere dentro, come faceva Gesù, la capacità di vedere nel cuore, di accorgersi delle cose importanti, vere, belle. Di vedere la porzione di bello e buono nascoste oltre l’apparenza.

Ricordo una lettera commovente che un giovane che aveva conosciuto in vita la mistica francese Madeleine Delbrêl scrisse su di lei. Vi era scritto:

“Madeleine è il solo essere al mondo che mi abbia amato in speranza. Essa ha indovinato il mio vero io, sfigurato per tutti, sconosciuto a se stesso, da se stesso odiato, incosciente nel carcere di cui giungo dopo dieci anni e con il suo aiuto a liberarmi. Grazie a lei io sono esistito per uno dei miei simili prima di esistere nella mia coscienza, quando tutti gli altri non potevano che ignorarmi. Se non c’è più grande amore che dare la propria vita per coloro che si amano, come situare colui che rende la vita a chi l’ha perduta, che la da’ a chi non l’ha mai conosciuta?

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I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 1 giorno

I 7 doni dello Spirito Santo nella vita di San Paolo della Croce – SETTENARIO 1 giorno

La Sapienza è quel dono che permette di poter vedere ogni cosa con gli occhi di Dio. È semplicemente questo: è vedere il mondo, vedere le situazioni, i problemi, con gli occhi di Dio.

Lo Spirito Santo rende il cristiano «sapiente», non riempiendolo di concetti e spiegazioni, ma facendone una persona che «sa» di Dio: sa come agisce Dio, conosce quando una cosa è di Dio e quando non è di Dio.  Conosce quando qualcosa”Sa” di Dio, come si dice. Ha il gusto, il sapore di Dio. Lo fa proprio e lo dona!

SAPERE ha la stessa radice di SAPORE. Chi sa di Dio ne lascia assaporare il SAPORE. Chi possiede il dono della Sapienza, ha il gusto amoroso di Dio e della sua bellezza. Ne sparge l’essenza, il profumo.

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Triduo a S.Gemma Galgani – 3 giorno

Triduo a S.Gemma Galgani – 3 giorno

Elsa Morante, nel suo celebre romanzo La Storia intavola il seguente dialogo:
“Gesù sono duemila anni che aspettiamo il tuo ritorno.
Io – risponde lui – non sono MAI partito da voi. Siete voi che ogni giorno mi linciate, o peggio ancora, tirate via senza vedermi, come se io fossi l’ombra di un cadavere putrefatto sotto terra. Io tutti i giorni vi passo vicino mille volte, mi moltiplico per tutti quanti siete, i miei segni riempiono ogni millimetro dell’universo, e voialtri non li riconoscete, pretendete di aspettare chi sa quali altri segni volgari“.

Ha ragione, quanti infiniti segni d’amore il Signore ci dona ogni giorno. Corriamo il rischio di guardare imbambolati il cielo in attesa che giunga qualcosa di grande a scuoterci e ci dimentichiamo dei segni che abbiamo sotto gli occhi. Questo ci interroga anche sulla memoria che noi passionisti celebriamo in particolare in questo giorno, quella di Santa Gemma Galgani.
Chi sono i santi se non dei segni di una presenza di Dio? È la loro vita bella, il loro esempio a testimoniare che tutto ciò che il Signore ci ha promesso è possibile, basta fidarsi di Lui e di quello che ci chiede. Ascolto e fedeltà. I santi sono indici puntati verso il Cielo, verso il cuore di Dio.
Una volta all’interno degli ascensori dei palazzi lussuosi c’erano degli inservienti, oggi si chiamano LIFT e sono veramente una rarità, chiedono il piano e spingono i pulsanti. I santi sono come loro, ci aiutano a salire, ad andare in Cielo. L’ascensione indica la rotta che tutti dobbiamo intraprendere, quella verso il Padre, verso il Regno dei Cieli.

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Triduo a S.Gemma Galgani – 2 giorno

Triduo a S.Gemma Galgani – 2 giorno

Ricordate i tenerissimi dialoghi del piccolo Marcellino con Gesù nel film “Marcellino pane e vino”? Quelli riguardanti la mamma? Ecco, qualcosa di simile è accaduto realmente nella vita della piccola Gemma Galgani.
È il giorno della sua prima comunione e Gemma è felice come non mai. Durante la messa prega per la mamma gravemente inferma. In quel momento sente per la prima volta una voce interna parlarle al cuore:
«Gemma, me la vuoi dare la mamma?».
«Si -risponde- ma purché prendiate anche me».
«No, dammela volentieri… Tu, per ora, devi restare col babbo. Te la condurrò in Paradiso».
«Ma anch’io voglio andare in Paradiso con la mamma».
«Si, più tardi».
«Fui costretta a rispondere di sì» narra Gemma; «e, finita la messa, corsi in casa. Mio Dio! Guardavo la mamma e piangevo; non potevo trattenermi». La mamma era agli estremi. Di li a pochi giorni volerà in cielo.
Da quel momento Gesù le affida per madre la Sua stessa madre, Maria.

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