Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.
Non c’è miglior modo per iniziare la novena in onore di Santa Gemma Galgani che partendo dal Vangelo del giorno.
C’è una vocazione, ci dice Gesù, che riguarda ogni uomo. Questa vocazione è l’inizio del Paradiso già su questa terra: amare e dare la vita.
Un cristiano che già sperimenta la gioia piena promessa da Gesù non può fare a meno di annunciarla. Desidera che tutti sperimentino la stessa gioia che nasce dall’incontro con l’Amore di Dio. Chi ama e conosce l’amore soffre al solo pensiero che quest’immenso amore non sia conosciuto e riamato. San Francesco piangendo gridava: l’amore non è amato! E quant’è vero…quanti non conoscono questo amore.
Anche Gemma, come tutti i santi, come tutti coloro che sanno cos’è veramente necessario, pregava ed intercedeva per coloro che ancora non conoscevano l’amore di Dio. Si può dire che la sua stessa vita, in base alla particolare esperienza mistica che visse, era totalmente offerta in unione ai patimenti di Cristo per la salvezza delle anime.
Quando durante il Congresso Eucaristico diocesano, svoltosi nella mia Arcidiocesi di Lecce a ricordo del XV Congresso Eucaristico nazionale voluto, proprio in quella terra benedetta, dal Venerabile Pio XII – ebbi modo di incontrare per la prima volta Sua Eminenza reverendissima il Card. José Saraiva Martins che era, proprio in quegli anni, prefetto della Congregazione romana delle cause dei santi, nell’accompagnarlo verso la sagrestia allestita nell’aula magna del nuovo Seminario – facendomi coraggio e vincendo l’emozione, mi permisi di dirgli: Eminenza, grazie per il suo ministero! Chissà cosa avrà pensato nell’udire le mie parole; ricordo, però, che mi sorrise e mi disse: noi cerchiamo – aveva già capito a quale ministero mi riferivo – di scovare quella lampade che il Signore ha acceso per sostenere la speranza di molti.
Anche nella seconda giornata sono seguiti gli incontri di conoscenza e di approfondimento sulla vita del noviziato.
Il tempo di una visita all’antico noviziato di San Giuseppe e dopo un piccolo riposo, nel pomeriggio, siamo partiti alla volta di Pitigliano e Sovana, dove, benedetti da uno splendido sole, abbiamo trascorso un divertente pomeriggio insieme, visitando la caratteristica città costruita nel tufo, il Museo Diocesano e successivamente il piccolo borgo di Sovana che diede i natali al grande Papa Gregorio VII.
Un ringraziamento speciale a tutti i ragazzi e ai loro formatori, per questi stupendi giorni all’insegna della fraternità e della condivisione.
Buon cammino a tutti, nella speranza di rivederci presto!
Lascio la parola ad Andrea, per un saluto ed un pensiero particolare da parte di tutti i novizi.
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Qualcuno parla di ”crisi vocazionale”! Una lettura oggettiva della realtà conferma evidentemente la situazione di una buona parte della Chiesa. I conventi si chiudono per la pochezza dei numeri e molte congregazioni – il discorso vale anche per alcune diocesi – prevedono un futuro incerto. Alle volte – e di questo ne sono testimone diretto – ho percepito da parte di qualcuno un certo atteggiamento di ”arresa” (per così dire); un atteggiamento caratterizzato da quelle solite frasi che dovrebbero caratterizzare poco coloro che hanno scelto il Vangelo scommettendo la propria vita sul Signore risorto e che il vocabolario di un credente (autentico) non dovrebbe, per nulla al mondo, contenere. I numeri certamente possono mettere un po di paura – del resto nei conventi ci vivono le persone, senza le quali questi non sussisterebbero. Ma non dobbiamo mai permettere che niente e nessuno ”possa rubarci la speranza”, come ci ha più volte ricordato il nostro papa Francesco. La speranza che il Signore ri-feconderà la storia, il mondo…la nostra stessa vita (anche se ciò Egli lo sta già compiendo); la speranza che Egli – Pastore della Chiesa – tornerà a seminare a piene mani germi di vocazione nel cuore di molti, nella vita di tanti. In questi giorni di inizio maggio abbiamo avuto la gioia di ospitare nel nostro ritiro della ”Presentazione” i giovani che hanno intrapreso il cammino di postulandato in seno alla nostra Congregazione. Un cammino che li condurrà alla consacrazione e all’ordine sacro.
12 ragazzi, accompagnati dai loro superiori, provenienti da alcune case di formazione della nostra configurazione CEB hanno vissuto, con noi, momenti di riflessione e formazione. Tante storie, tanti cuori, tanti intrecci di vite: un’unica meta, Lui – il Signore crocifisso. Provvidenziale, poi, in questi giorni il brano del Vangelo di Giovanni che la liturgia presenza in questa V domenica di Pasqua: l’immagine simbolica dei tralci; avviene che come per il tralcio – il cui ”spazio vitale” è la vite; così anche per noi – giovani in cammino – lo spazio vitale nel quale ci muoviamo, nel quale si muove la nostra esistenza e nel quale portiamo realmente frutti di vita è divenuto Lui, Gesù. Lui, per il quale abbiamo ”lasciato perdere tante cose considerandole spazzatura” – come scrive Paolo ai suoi figli di Filippi. Staccati da Lui si è come un ramo secco che viene buttato via e poi bruciato nel fuoco. Sacrificarsi per amore, donare la vita, mettendola in gioco per Lui è la sfida più grande! Il gesto più bello e appagante che un uomo possa compiere. Verrebbe da dire: ”pochi ma buoni”; io direi ”pochi ma in cammino”…felicemente in cammino alla ricerca del suo Volto impresso nel volto dei fratelli, in cammino ”con i piedi per terra”, coscienti dei nostri mille limiti – consapevoli che Lui è con noi – per dire che è bello appartenere a Lui, per dire ad altri che vale la pena rispondere di Si al suo incessante invito; in cammino per portare vita. Sempre, nonostante tutto!
Giovedì 30 aprile l’incontro è iniziato nel migliore dei modi. Siamo partiti dall’Essenziale, dall’Incontro per eccellenza, quello con il Signore presente nell’Eucaristia. All’indomani abbiamo pregato insieme e condiviso le nostre esperienze.
Nel pomeriggio siamo partiti in marcia verso il romitorio di Sant’Antonio, laddove abbiamo potuto respirare il clima intenso di preghiera e raccoglimento che doveva caratterizzare le giornate del nostro Fondatore e dei primi compagni.
Dopo aver celebrato insieme la messa nel ritiro della Presentazione, abbiamo concluso la giornata con un momento di fraternità.
È bello condividere la vita con i fratelli, è bello riscoprirsi famiglia dal nord al sud, tutti insieme, riuniti dall’unico Amore di Cristo che chiama e unisce vite e speranze.
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