Novena a S.Paolo della Croce – 4 Giorno

Novena a S.Paolo della Croce – 4 Giorno

Quarto giorno di novena in preparazione alla Solennità di S.Paolo della Croce. Abbiamo visto come il nostro Santo in modo profetico si fosse fatto interprete, già a suo tempo, del pensiero, oggi centrale nel pontificato di Papa Francesco, dell’andare verso le periferie esistenziali.
Abbiamo trattato del suo amore per i poveri, per i briganti, per i derelitti e visto come alla base del suo slancio apostolico vi fosse l’ardente desiderio di cooperare alla salvezza delle anime.

Per questo motivo Paolo della Croce aveva un certo “debole” per la santa confessione, strumento privilegiato per ricondurre le anime a Dio.
Questo sacramento fu di primaria importanza fin dai primi anni del suo ministro sacerdotale e punto centrale di ogni sua missione. Tanto che egli stesso ebbe modo di dire, in più di una occasione, che una missione senza confessioni sarebbe stata da considerarsi un insuccesso totale: il vacuo tintinnio di un cembalo squillante.

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Novena a S.Paolo della Croce – 3 giorno

Novena a S.Paolo della Croce – 3 giorno

L’uditorio di Paolo, specie in alcune zone e in certi periodi, era il più eterogeneo che si potesse immaginare. Basterebbe pensare quello che gremiva le chiese (o le piazze) dello Stato dei Presidi, da Orbetello a Porto Azzurro, dove soldati di ogni lingua e foggia si confondevano con ufficiali e cavalieri, chierici e dame, artigiani, pescatori, contadini, popolane, eremiti, mendicanti.
La scena ci sarebbe parsa ricca di contrasti oltre che piuttosto variopinta.

Ma la nota più singolare del quadro l’avrebbe offerta la presenza di tipi originali, sospettosi ed alteri, in genere nascosti, a meno che non fossero, come nei Paesi dello Stato Pontificio, muniti di regolare salvacondotto che li proteggeva dalla rabbiosa caccia che davano loro le forze dell’ordine del tempo. Erano i malavitosi del ‘700: contrabbandieri, banditi, briganti. Vivevano ai margini della società, braccati dalla giustizia, sempre latitanti per sfuggire alla forca. Una delle piaghe più vergognose dell’epoca.

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L’amore, vero, deborda…sempre

L’amore, vero, deborda…sempre

Quando si parla di vocazione si toccano le corde più intime del proprio cuore.
Quando si apre il cuore, non solo ci si affaccia sul mistero della nostra vita, ma anche – ed è questo il bello – ci affacciamo in punta di piedi sul mistero grande di Dio.

La nostra Comunità ha avuto la grande gioia di ricordare ed insieme festeggiare il 50esimo anniversario di S. Eccellenza Rev.ma P. Tommaso Cascianelli, religioso passionista, vescovo della diocesi brasiliana di Irecê e di p. Luigi Porcari, missionario – anch’egli – in Brasile!
Particolari momenti hanno caratterizzato questi due giorni, che per altro ci vedono impegnati nella preparazione alla festa del Santo Fondatore, mediante le riflessioni del nostro vice maestro P. Daniele Curci.
50 anni di fedeltà…quella del Signore verso chi si è fidato della Sua parola.
Quando l’eccesso di Dio tocca ed infiamma cuori, essi portano – incondizionatamente – il segno di questo eccesso: per cui davvero ”amare e servire” diventano gli unici modi per dire il nostro piccolo grazie. E’ questo un intreccio misterioso di vita e di follia! Perché solo chi è folle contagia, incendia il mondo; pone domande, apre prospettive nuove.

Tra i tanti doni che oggi abbiamo ricevuti, due grandi son degni di nota: il primo, il dono di una piccola statua di Nossa Senhora Aparecida di cui oggi, 12 ottobre, ricorre la festa, il secondo, sempre opera di Sua Eccellenza, il quale ha voluto condividere con noi qualche ricordo della beata Irmã Dulce (conosciuta come la Madre Teresa del Brasile) di cui Mons. Cascianelli fu ”figlio prediletto” e confidente spirituale. Una grande figura di testimone, perché ha saputo essere per tanti un segno certo della tenerezza di Dio.

Grazie P. Tommaso perché dopo 50 anni di vita religiosa e di apostolato al servizio della Chiesa è voluto tornare alle origini di tutto, qui sul Monte Argentario, dove prese corpo l’intuizione di Paolo della Croce. Grazie perché in questa, speciale, condivisione di vita abbiamo riconosciuti i segni della paternità di Dio…che guida sempre la sua Chiesa.
C’è un filo rosso, ancor una volta, che lega le pagine della storia – della nostra storia – è la santità, chiamata possibile nell’oggi di una vita travagliata, incerta…ma che ha – come tutto del resto – l’impronta dell’amore di Dio.

(Andrea, Francesco e Fabrice)

P.S.: Dimenticavo…il pranzo l’abbiamo preparato noi!

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Novena a S.Paolo della Croce – 2 giorno

Novena a S.Paolo della Croce – 2 giorno

Paolo della Croce e l’amore per i poveri

Come già detto ieri, l’ardente amore per il Cristo povero e crocifisso che infiammava il suo cuore,lo portava letteralmente a consumarsi per i fratelli, particolarmente per quelli più bisognosi.

Paolo della Croce amava la povertà e i poveri nei quali vedeva lo stesso Cristo.
“Io sono poverissimo – soleva ripetere con fierezza – e ne godo sommamente, perché anche Gesù Cristo venne al mondo povero e nacque in una stalla, eppure era un Dio, Signore e Padrone dell’universo. E non dovrò io, vilissima creatura, imitare i passi del mio Signore?”.
Tale amore per la povertà lo spinse a chiamare inizialmente la Congregazione “i poveri di Gesù” ed anche quando successivamente ricevette maggiori lumi sul carisma della Congregazione ed il nome cambiò, restò sempre vivo in lui il desiderio che i religiosi si mantenessero spogliati di tutto, poveri, “poveri di fatto e di animo… staccati e spogli da tutto e da tutti: dal mondo, dalla roba, da se stessi..”.

Un amore per la povertà dunque, sotto tutti i punti di vista. Se dai suoi figli spirituali esigeva la massima povertà, al tempo stesso desiderava che si praticasse la massima carità.

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Novena a S.Paolo della Croce – 1 giorno

Novena a S.Paolo della Croce – 1 giorno

Paolo della Croce nelle periferie esistenziali del suo tempo

Inizio oggi la novena in preparazione alla Solennità del 19 ottobre e lo faccio con una gioia particolare nel cuore. Perché oltre ad essere la mia prima novena da sacerdote, ho l’onore di predicarla nel Ritiro che è culla della Congregazione.

A ciò si aggiunge una singolare coincidenza che è per me motivo di ulteriore gioia. Questo venerdì la liturgia propria dei Passionisti invita a meditare in maniera specialissima il mistero della Crocifissione e Morte di Gesù, mistero al centro della vita e della spiritualità di S.Paolo della Croce. Un mistero d’amore che non rinchiuse mai il nostro Fondatore in un’asettica esperienza mistica personale. Tutt’altro, l’Amore che lo rapiva fuori di se (in estasi per l’appunto), lo spingeva anche ad andare incontro ai fratelli. Infiammato d’amore, desiderava consumarsi non solo per la sua salvezza, ma anche per quella del maggior numero di anime.

Questo amore ardente per la salvezza delle anime, trova il suo cuore pulsante, il suo motore, nel mistero d’amore e di dolore del Cristo Crocifisso Risorto che oggi la liturgia ci presenta.

In nome dell’Amore crocifisso non disdegnò mai, egli, pur dotato di specialissimi doni celesti, di farsi piccolo, umile, spogliandosi di tutto, servo dei servi, per andare incontro alle esigenze di ogni fratello che bussasse alle porte del suo cuore.

 Paolo, visito ogni periferia esistenziale del suo tempo, e ovunque anche là dove il degrado umano faceva più ribrezzo, seppe spargere il buon Profumo di Cristo!

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La testimonianza di Fabrice

La testimonianza di Fabrice

I novizi ci raccontano la loro esperienza, la decisione che li ha portati a intraprendere questa scelta controcorrente.

In questo terzo video ascolterete e vedrete Fabrice, novizio della Martinica (Caraibi) appartenente alla Provincia religiosa del Cuore Immacolato di Maria (CORM).

https://www.youtube.com/watch?v=xAiFY0_gpGM