Paolo della Croce e l’amore per i poveri

Come già detto ieri, l’ardente amore per il Cristo povero e crocifisso che infiammava il suo cuore,lo portava letteralmente a consumarsi per i fratelli, particolarmente per quelli più bisognosi.

Paolo della Croce amava la povertà e i poveri nei quali vedeva lo stesso Cristo.
“Io sono poverissimo – soleva ripetere con fierezza – e ne godo sommamente, perché anche Gesù Cristo venne al mondo povero e nacque in una stalla, eppure era un Dio, Signore e Padrone dell’universo. E non dovrò io, vilissima creatura, imitare i passi del mio Signore?”.
Tale amore per la povertà lo spinse a chiamare inizialmente la Congregazione “i poveri di Gesù” ed anche quando successivamente ricevette maggiori lumi sul carisma della Congregazione ed il nome cambiò, restò sempre vivo in lui il desiderio che i religiosi si mantenessero spogliati di tutto, poveri, “poveri di fatto e di animo… staccati e spogli da tutto e da tutti: dal mondo, dalla roba, da se stessi..”.

Un amore per la povertà dunque, sotto tutti i punti di vista. Se dai suoi figli spirituali esigeva la massima povertà, al tempo stesso desiderava che si praticasse la massima carità.

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