Messaggio del Superiore Generale per la Festa di S.Paolo della Croce 2014

Messaggio del Superiore Generale per la Festa di S.Paolo della Croce 2014

Di seguito è possibile leggere la lettera del Superiore Generale P. Joachim Rego alla Congregazione e alla Famiglia Passionista in occasione della Festa di S.Paolo della Croce.

Come noi passionisti facciamo lutto (siamo afflitti) per queste persone e situazioni, sia quelle vicine che quelle lontane? Crediamo che la nostra afflizione sarà di sostegno e darà speranza e conforto a questa gente? Siamo attenti al volto sofferente di Cristo che emerge in queste persone e situazioni di sofferenza? Siamo pronti ad essere afflitti (a fare il lutto) con speranza, confidando totalmente in Dio che agisce con potenza dentro la nostra impotenza?

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Novena a S.Paolo della Croce – 7 Giorno

Novena a S.Paolo della Croce – 7 Giorno

Abbiamo trattato del terribile viaggio compiuto da Paolo della Croce nelle periferie più oscure della sua vita. Quelle, tuttavia, non furono le sue uniche notti.

Come se non bastasse la guerra che già gli muoveva l’inferno, il Signore permise che il Santo vivesse un ulteriore, terrificante martirio che i mistici generalmente chiamano: notte oscura.
Si tratta di un insieme di tremende tentazioni contro la fede, la speranza, la carità, la pazienza e altre virtù, unito a travagli, desolazioni, abbandoni e tenebre interiori, che tengono l’anima sotto il torchio della croce, e le fanno soffrire una pena così grande, che si può paragonare alla pena del danno che soffrono i dannati dell’inferno.
Una sensazione di abbandono totale, snervante se si considera la durata che ebbe nella vita del nostro Santo: 50 lunghissimi anni.

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Paolo della Croce e Teresa di Gesù

Paolo della Croce e Teresa di Gesù

Nel Diario, primo e più importante scritto di Paolo, il nome di Teresa è l’unico che figuri: la nota protesta della grande Contemplativa: « O patire o morire!» doveva averlo colpito profondamente. Di lei era « devoto » e ne leggeva le opere « con piacere ».
Nell’epistolario mostra di conoscerne la vita ed esorta ad imitarne gli esempi.

« Non stia mai in ozio — scrive alla giovane Teresa Palozzi —, lavori in silenzio e faccia conto d’aver sempre Gesù a lato, come faceva S. Teresa ». « Vostra Reverenza — esorta l’amico Scarsella — non si sgomenti per le contrarie risvegliate fazioni e ripulse, per grandi che possano essere; anzi prenda da esse maggior coraggio a somiglianza di S. Teresa, che protestava allora invogliarsi più d’accingersi all’imprese per la gloria divina, quanto maggiori scorgeva in esse difficoltà ».

«Anche la Serafica S. Teresa, serafina del Carmelo — ricorda ad una religiosa — poco dopo che fu monaca, fu assalita da dolori atroci, che le durarono degli anni e conveniva rivolgerla da uh lato all’altro del letto con le lenzuola ». — « Sia amantissimo della santa orazione ad imitazione di S. Teresa », consiglia ad un giovane sacerdote. « Le raccomando altresì — ripete ad un altro — di fare ad imitazione di S. Teresa un abito grande al raccoglimento e solitudine interna ». Ad un superiore ricorda la dottrinà di S. Bernardo: « Rector omnia videat, multa dissimulet, pauca castiget », perché, spiega citando S. Teresa, « chi troppo tira, si strappa, tanto più che tutti hanno buona volontà; ma per vederli volare alla perfezione, bisogna che Dio gli dia le ali ».

Anch’egli (n.d.r. S.Paolo della Croce) è convinto che ad una certa fase della vita interiore l’anima obbedisce alla legge del silenzio: « Lo stato presente della sua orazione — spiega alla Bresciani — non ha bisogno di molte parole: l’amore parla poco ». Precisamente, scrive pure Teresa, come « quando due persone si amano molto e sono sveglie d’ingegno, s’intendono fra loro senza far cenni, ma solo col guardarsi » – In altri termini, l’anima « in una occhiata d’amore, in pura fede, conosce gran cose ».

(fonte: Enrico Zoffoli – vol II)

Novena a S.Paolo della Croce – 6 Giorno

Novena a S.Paolo della Croce – 6 Giorno

Per comprendere alcune storie, bisogna essere disposti a calarsi negli anfratti più tenebrosi, nelle periferie più oscure e dimenticate.
In pochi sono a conoscenza delle spaventose visioni che Paolo della Croce ebbe dell’inferno e alla sua lotta, durata tutta la vita, contro “i Principati e le potestà, contro i “dominatori di questo mondo di tenebra” utilizzando la terminologia dell’omonimo Apostolo delle genti.

Per aumentare ancora di più la sua sete di anime il Signore volle mostrare a Paolo della Croce le pene riservate a coloro che si fossero rifiutati di corrispondere al Suo Amore.
Un giorno alla presenza della sorella Teresa e del fratello Giovanni Battista, mentre giovanissimo meditava sulle verità eterne nella sua casa di Castellazzo, fu trasportato in spirito in quel luogo di tormenti. Vide per qualche istante le pene dei dannati e lo spavento fu tale e tanto che perdette i sensi, gridando fortemente parole incoerenti di disperazione.

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