Praticamente tutte le pagine del Diario scritto da Paolo della Croce durante l’esperienza dei 40 giorni a Castellazzo Bormida riportano le condizioni e gli effetti dell’orazione.
A volte troviamo brani di colloqui. Per sei volte Paolo registra che ha avuto “intelligenza infusa” di determinate verità, in particolare della Passione di Gesù.
Da quanto egli scrive l’orazione, nel suo centro è profonda e fatta in quiete, spesso senza disturbo degli scrupoli, ma non mancano le distrazioni, le tentazioni della fuga, ma anche l’incapacità a farlo. E ancora: l’orazione del patire, il desiderio di riparazione, la preghiera per la conversione dei peccatori e degli eretici, la visione di personaggi celesti e tanto altro ancora.
Esperienza di Castellazzo : Le forme di preghiera o modi di orazione
(prima parte)
Esperienza di Castellazzo : Le forme di preghiera o modi di orazione
(seconda parte)
Pubblichiamo il contenuto degli incontri che P.Tito Paolo Zecca sta tenendo in questi giorni ai novizi passionisti
Paolo ha scelto quelle forme che permettessero all’operaio apostolico di raggiungere sia il singolo, gruppi più o meno formati, sia la massa o totalità, possibilmente, di una città o di un paese. Per questo parla di missione, di esercizi spirituali al clero,alle religiose, al popolo, catechesi ed istruzioni nei paesi o in preparazione a periodi liturgici, (per es. le confessioni pasquali), conferenze, prediche saltuarie nei paesi vicini, ai militari nelle caserme,conferenze o colloqui con persone singole, confessioni e direzione spirituale, incontri casuali o cercati
per es. con malati, con carcerati, con operai, per es. boscaioli, pecorai, ecc., con birri,ecc. In breve: varietà di forme, purché si trattasse di annuncio della parola con riferimento intenso alla Passione di Gesù, annuncio che non legasse l’operaio stabilmente ad un luogo, e lo mantenesse in costante legame con la comunità.
Paolo ha escluso: l’oratoria sublime, come si diceva allora, e simboleggiata per eccellenza dal quaresimale il cui predicatore veniva scelto almeno con il concorso dell’amministrazione civica, a volte solo da essa con la sola approvazione del vescovo, e veniva anche pagato dalla stessa amministrazione. Da qui “raccomandazioni”, facili accettazioni di persone, privilegi, ecc.
Altra esclusione fatta da Paolo è la parrocchia; in quanto contraria al fondamento del concetto itinerante della predicazione profetica propria della Congregazione; alienante dalla vita di comunità e non avrebbe permesso una osservanza rigida di tutti i voti. Vi avrà anche influito, con molta probabilità, il desiderio di non entrare in lizza con il clero diocesano che era sufficiente.
Pubblichiamo il contenuto degli incontri che P.Tito Paolo Zecca sta tenendo in questi giorni ai novizi passionisti
[…] Or per seguire a raccontare le meraviglie di Dio: dopo queste visioni della s. tonica con il SS. Segno, mi ha dato Iddio maggior desiderio ed impulso di congregare compagni, e con la permissione di Santa Madre Chiesa fondare una Congregazione intitolata: I Poveri di Gesù (4). E dopo di ciò il mio Dio m’ha fatta restare infusa nello spirito la forma della Regola santa da osservarsi dai Poveri di Gesù e da me suo minimo ed indegnissimo servo, la quale per fare la S. Obbedienza andrò scrivendo con la grazia dello Spirito Santo. Sappiasi che l’intenzione che Dio mi dà di questa Congregazione non consiste in altro che in primo luogo di osservare con perfezione la legge del nostro caro Iddio con l’osservanza perfetta de’ suoi SS. Consigli Evangelici, e singolarmente il totale staccamento da tutto il creato, esercitandosi perfettamente nella santa povertà tanto necessaria per osservare l’altri consigli e mantenere il fervore della s. orazione; avere zelo del suo santo onore, promuovere nell’anime il s. timore di Dio procurando la distruzione del peccato; et insomma essere indefessi nelle fatiche sante di carità, acciò il nostro caro Iddio sia da tutti amato, temuto, servito e lodato ne’secoli de’secoli. Amen. (S.Paolo della Croce – Dall’introduzione alla Protoregola)
Pubblichiamo il contenuto degli incontri che P.Tito Paolo Zecca sta tenendo in questi giorni ai novizi passionisti
Due anni dopo la conversione, dal 1718 al 1720, attratto dalla solitudine ebbe lume di portare una povera tunica nera d’arbagio, di andar scalzo, di vivere con altissima povertà per far vita penitente e di lasciare il mondo per seguire gli inviti amorosi del suo Dio.
Dopo una prima ispirazione personale, gradualmente, il Signore lo porterà alla comprensione di una ispirazione vocazionale comunitaria.
Un discernimento progressivo, arricchito da visioni intellettuali ed ispirazioni.
Le origini della vocazione di Paolo della Croce (prima parte)
Le origini della vocazione di Paolo della Croce (seconda parte)
Pubblichiamo il contenuto degli incontri che P.Tito Paolo Zecca sta tenendo in questi giorni ai novizi passionisti
Si può, grosso modo, suddividere l’esperienza di Paolo in quattro tappe anche se temi e riferimenti sono intrecciati fra loro in tutto il periodo quadragesimale..
La prima decade potrebbe essere ravvisata dal 23 nov. al 1 dicembre 1720. Con il riferimento all’”Entrato nel mistero della Passione”: Paolo tra aridità e contemplazioni entra nel mistero della Passione e si prepara a scrivere una regola di vita per sé e i suoi compagni che Dio vorrà donargli, perché essa lo aiuti ad “essere crocifisso con Gesù”.
La seconda decade potrebbe essere individuata nelle date 2-13 dicembre 1720, quando egli compone la regola per i “Poveri di Gesù” come Guida per inoltrarsi nel mistero della Passione. Egli vede i santi fondatori che pregano per lui e per la nascita della nuova congregazione.
La terza decade va dal 14 al 23dicembre 1720: “La scoperta del fondo del Mistero della Passione”. Egli supera la visione solo purificatrice delle sue sofferenze e travagli, che sono visti ora come strumenti di conformità al Cristo sofferente; non più “o patire o morire” secondo il detto di s. Teresa di Gesù, ma acquisizione dell’”indifferenza”, per cui l’anima “non pensa più né a patire né né a godere, ma solo sta fissa alla volontà santissima del suo diletto Sposo Gesù”.
La quarta e ultima decade va dal 24 dicembre al 1 gennaio 1721: “L’uomo nuovo nasce dal mistero”.
L’esperienza di Castellazzo sfocia il 1 gennaio in una “divina natività” di Paolo, che esce da essa come un “uomo nuovo”, con nuove illuminazioni: il ruolo di Maria nella spiritualità passionista, il collegamento tra eucaristia, martirio, Inghilterra, una “Memoria Passionis”, fatta di profonda interiorità ma anche di forte impegno apostolico, ecumenico e universale. Dopo la purificazione di otto anni e di dure prove (dai 19 ai 27 anni), in breve tempo Paolo scala le vette della mistica cristiana.
L’esperienza di Castellazzo sfocia il 1 gennaio in una “divina natività” di Paolo, che esce da essa come “uomo nuovo”: entrato nella celletta come “novizio” ne esce Fondatore.
Diario spirituale: tappe e temi
Diario spirituale: strutture sintassico lessicali
Diario spirituale: reazioni fisiche
Diario spirituale: gli stati d’animo (prima parte)
Diario spirituale: gli stati d’animo (seconda parte)
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