Sesto giorno della novena in onore di Maria Immacolata predicata da p.Piero Berti.

Il 6 aprile 1947, sabato in Albis, è una di quelle giornate dal clima mite e primaverile che rende Roma una città unica. Bruno Cornacchiola è un giovane tranviere di 34 anni, con un passato da volontario nella guerra di Spagna, che cova nel suo cuore un grande odio contro la Chiesa cattolica. Convinto da un soldato tedesco, ha abbracciato la fede della confessione protestante avventista, ha persuaso anche la moglie ad entrarvi e ha la segreta intenzione di uccidere il Papa, Pio XII, con un pugnale che ha comprato a Toledo. Quel pomeriggio ha promesso ai suoi tre figli una gita al lido di Ostia, ma quando arriva alla stazione il treno è già partito. Il gruppetto decide allora di dirigersi verso il grande spiazzo antistante la basilica delle Tre Fontane. Arrivati sul prato, Bruno Cornacchiola dice ai tre bambini: “Gianfranco, Carlo, Isola, voi potete giocare a palla, ma non allontanatevi troppo”. Dopo un quarto d’ora i bambini lo chiamano, perché hanno perso la palla. Bruno la cerca, continuando a chiamare a voce alta il più piccolo dei figli, Gianfranco, rimasto nei pressi di una grotta, per assicurarsi che sia sempre lì. Ma il piccolo, ad un certo punto non gli risponde più. È inginocchiato con le mani giunte all’ingresso della grotta e ripete bisbigliando: “Bella Signora, bella Signora…”. Il padre crede che si tratti di uno scherzo, dato che nessuno ha insegnato al bambino, non ancora battezzato, quell’atteggiamento. Anche la figlia più grande, quando entra nell’antro, cade in ginocchio. Cornacchiola è sempre più stizzito quando vede che anche Carlo, l’altro bambino, affacciandosi alla grotta ha la stessa reazione dei fratelli. “Cercai di smuoverli e di alzarli, ma sembravano di piombo – racconterà l’uomo – avevano le pupille dilatate e i volti pallidi. Allora gridai verso il fondo della grotta: “Ma che cosa succede qui? Ci sono forse delle streghe oppure qualche diavolo? Chiunque tu sia, fossi anche un prete, vieni fuori!”.
Cornacchiola va verso il fondo della caverna ma si accorge che è vuota e piangendo alza le braccia al cielo: “Dio, salvaci tu!”. “Quand’ecco, vidi improvvisamente due candidissime mani che si muovevano verso di me e sentii che mi sfioravano la faccia. Ebbi la sensazione che mi si strappasse qualcosa dagli occhi. In quell’istante provai un certo dolore e rimasi nell’oscurità più profonda. Non vedevo più nulla, ma ero invaso da un’insolita gioia”. A quel punto, il tranviere vede una giovane donna, avvolta in una luce dorata. Veste una tunica bianca, stretta ai fianchi da una fascia rosa, ha i capelli neri e il velo verde. “Vidi che la bella Signora lentamente muoveva la mano sinistra ed indicava qualcosa ai suoi piedi. Guardai e vidi a terra un drappo nero sostenere una croce spezzata”.

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