In comunità insieme

In comunità insieme

Il titolo di questo articolo non è casuale: dal mio punto di vista, riassume molto bene la bellissima e arricchente esperienza che abbiamo vissuto qui, sul monte argentario nel ritiro della Presentazione, nei giorni 22 – 26 aprile, noi sette novizi passionisti, i tredici postulanti e i loro otto rispettivi direttori.

Una settimana vissuta davvero all’insegna della comunità, della fraternità, dello stare bene insieme e camminare sempre uniti verso l’unica meta: Lui. Non ci conoscevamo tutti, si arrivava da diverse parti d’Italia: sud, nord, centro… Tutti accomunati però, dalla voglia di conoscere meglio e innamorarci sempre più di questo “cuore” che ogni giorno, batte forte per noi, per me: Gesù!

Le giornate erano scandite da orari ben precisi, si alternavano momenti di preghiera comunitaria, presieduti ogni volta da un padre diverso; momenti di studio e riflessione guidati dal maestro e vicemaestro, con momenti anche di uscite e ricreazione.

A coronare il tutto è stata la festa popolare della “Madonna del Predicatore”, il 25 aprile, che ci ha resi tutti protagonisti, prima con il pellegrinaggio mariano, poi nel pomeriggio con il concerto gospel: “Voices of Heaven” di Pisa, e in serata la S. Messa solenne presieduta dal padre maestro e superiore della casa: P. Carlo Scarongella.

Novizi e postulanti ci incontravamo con il vice maestro Padre Roberto Fella, e la commissione VFS della CEB con i direttori dei postulanti.

Noi novizi e postulanti abbiamo avuto modo anzitutto di conoscerci tra di noi, di riflettere insieme sull’importanza e bellezza della chiamata e sulla vita fraterna in comunità. Padre Roberto, con il suo stile semplice ma chiaro e determinato, ha tratteggiato quelle che devono essere le caratteristiche, o meglio dire, virtù fondamentali che ognuno di noi deve coltivare quotidianamente, per poter alimentare la propria vocazione e vivere la vita comunitaria religiosa.

Penso che un po’ tutti, dopo questi giorni intensi e belli, nello zaino del nostro cammino, abbiamo messo degli slogan che ci debbano far ricordare il tutto:

La vocazione è davvero un gran bel dono di Dio per me. Non ci chiamiamo da soli, ma il Signore ci ha chiamati. Noi non ci scegliamo, ma il Signore ci mette accanto, e insieme dobbiamo vivere e non convivere. Dobbiamo davvero gareggiare nello stimarci a vicenda, smussare il nostro io per far emergere il noi… Certo lo sappiamo tutti, non è facile, ma non impossibile!

Ora ognuno è nella propria casa e comunità formativa. Noi novizi qui sul Monte, loro postulanti nelle rispettive comunità di postulandato, ed è inutile dire che già si sente la mancanza gli uni degli altri. Ma il cammino deve proseguire, per poi rivederci di nuovo insieme in estate!

Nell’attesa di rivederci e rivivere momenti forti e belli, se pur lontani, sentiamoci vicini con la preghiera reciproca!

(Marino Longo)annualeraduno2014Cover

I novizi sui passi di San Paolo della Croce a Ovada e Castellazzo

I novizi sui passi di San Paolo della Croce a Ovada e Castellazzo

Nel percorso formativo del noviziato è stata inserita una tappa fondamentale per noi novizi che va ad integrare quella della spiritualità che via via stiamo acquisendo ed è quella della visita dei luoghi dove il nostro fondatore è nato, vissuto, ha sentito la “chiamata ad essere apostolo di Cristo Crocifisso”, predicato ed evangelizzato.

La settimana che va dal 24 al 29 marzo siamo stati ad Ovada e Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria, non per un giro turistico come qualcuno potrebbe pensare, ma per vivere a pieno quello che il nostro Santo fondatore ci sta trasmettendo attraverso gli scritti e le testimonianze che finora ci sono state date.

Canonicamente il noviziato si è spostato a Molare (AL) presso il Santuario di N.S. delle Rocche, custodito dai P.P. Passionisti, accolti dal Padre Provinciale CORM Danilo Mazzoni, Padre Andrea Redaelli e Padre Diego Menoncin, memoria storica e grande conoscitore dei luoghi di San Paolo della Croce; quest’ultimo non solo ci ha accompagnati, ma anche spronati a vivere e ad amare e servire la nostra Congregazione; l’esempio che ci ha dato non può essere che da stimolo per noi a fare sempre più e meglio con umiltà, bruciando del fuoco d’amore che la Passione di Cristo deve infondere nei nostri cuori.

Vivere a pieno; perché non si può scindere in un cammino di formazione la spiritualità dai luoghi che hanno dato i natali a San Paolo della Croce e che certamente hanno dato l’incipit alla spiritualità della nostra Congregazione religiosa. Benchè quelle zone siano a me familiari (io sono alessandrino di adozione), ho scoperto un mondo completamente nuovo, ho potuto immaginare come il Santo vivesse, quasi come toccare con mano, respirarne l’essenza.

Si sente forte la carica spirituale che ogni oggetto custodito in quella casa emana, gli scritti, gli strumenti della disciplina, la maschera di cera che ritrae il volto del Santo. E non solo, visitare Castellazzo Bormida, dove il Santo ha predicato evangelizzato, non come turisti “mordi e fuggi”, ma come chi è consapevole che da li è nato tutto. Ci siamo fermati in raccoglimento e in preghiera nelle chiese che lo hanno visto nell’opera di evangelizzazione.

Che emozione celebrare l’Eucaristia nella celletta dove ha scritto la prima “Regola”, su cui si è sviluppata nel corso degli anni e sulla quale oggi la Congregazione si fonda e si apre al mondo. Per completare l’esperienza di formazione abbiamo avuto una “due giorni di incontri” con la dr. Grazia Maria Costa, preside dell’ Istituto Edith Stein di Genova (associazione privata di fedeli per la formazione in scienze umane nella vita consacrata e comunità educative ecclesiali). Tema : “La conoscenza e stima di sé in vista della propria vocazione”.

Un incontro interessante che ha gettato le basi per lavorare su noi stessi cercando di cogliere le nostre potenzialità, doti e i limiti. Imparando a conoscere tali elementi siamo aiutati a scorgere altri elementi negli altri, il che non significa giudicare l’altro, ma prenderne atto, lavorare su di sè per aiutare gli altri. Come da programma il 29 mattina dopo aver celebrato l’Eucaristia, le lodi e una buona colazione abbiamo lasciato Molare per rientrare all’Argentario.

I novizi passionisti vestono l’abito della Passione

I novizi passionisti vestono l’abito della Passione

Domenica 8 dicembre 2013 nella chiesa conventuale dedicata alla Presentazione di Maria al Tempio, abbiamo indo l’abito della Passione di Gesù Cristo. Un giorno di grazia nel Signore che vede le nostre vite sempre più radicate e confermate alla sequela di Cristo. I novizi: confratel Ippolito dell’Addolorata, cf. Salvatore del Sacro Costato, cf. Alberto dell’Immacolata, cf. Marino del Buon Pastore, cf. Giovanni di Gesù, cf. Davide di Gesù Bambino, cf. Marcelo di San Gabriele. La vestizione dell’abito della Congregazione Passionista non è il “mettersi” una “divisa” oppure un abito da sfoggiare per rendersi riconoscibili e fare bella mostra agli occhi della gente, ma è un segno importantissimo nel cammino della nostra formazione religiosa.

Non è l’abito ad essere importante ma è il rivestirsi di Cristo, questo è il messaggio che deve essere scritto nei nostri cuori e per comprenderne la sacralità, ci siamo preparati spiritualmente con la preghiera, il ritiro e lo studio della spiritualità del nostro fondatore San Paolo della Croce. In particolare ci siamo soffermati sulle pagine del “Diario” dei quaranta giorni di ritiro a Castellazzo Bormida (resoconto voluto da Mons. Francesco Maria Arborio Gattinara vescovo di Alessandria), dove San Paolo della Croce scrisse la prima bozza delle Regole (dal 23 novembre 1720 al 1 gennaio 1721).

Abbiamo approfondito il significato dell’abito, il rivestirsi di Cristo e dei segni (la croce e la corona di spine), ricercando nei passi biblici dei riferimenti, per interiorizzarli, farli nostri essere consapevoli di quel gesto e del suo valore, che non sono un puro atto scenico nel rito della vestizione. Tensione, gioia e commozione questo è quello che sentivo domenica mattina, il tempo sembrava scorrere velocemente e dovevo fare ancora tante cose pensavo di non riuscirci.

Poi il momento è arrivato, ci siamo ritrovati in coro, messi in fila dietro la croce astile e in processione siamo giunti all’ingresso della chiesa, le lacrime hanno cominciato a scendere, tanta era la gioia che provavo, la stessa dei miei confratelli novizi. La cerimonia è stata presieduta dal Superiore Provinciale LAT (A Latere Jesu) Cosimo Chianura, concelebravano sacerdoti di diverse province.

Questo per me è stato un altro motivo di gioia perché è la provincia da cui provengo, (anche se ora è più giusto parlare di Provincia CEB perché ci stiamo configurando in un’unica), ma soprattutto perché a lui ho chiesto di entrare tra i Passionisti tre anni fa, ed è per me come un padre. L’emozione è diventata più forte dopo l’omelia, era il momento della vestizione. Gli abiti sono stati benedetti e noi chiamati uno ad uno al presbiterio in piedi davanti al Provinciale, alle parole “ricevi l’abito spogliati dell’uomo vecchio” abbiamo indossato abito e cintura aiutati dal padre Maestro Carlo Scarongella e da padre Josè Orbegozo. Il coro ha intonato il canto “Chi ci separerà” la voce si è stretta in gola e non ho potuto trattenere le lacrime, così i miei confratelli. Non potevo guardarmi, ma vedevo loro, con i volti pieni di gioia e commozione, che tenerezza ho provato!

Nel corso della cerimonia, il momento più forte, quello dei segni; inginocchiati uno ad uno davanti al Provinciale abbiamo ricevuto la croce e la corona di spine segni della Passione di Cristo di cui facciamo memoria, in quel momento ho realizzato, e la consapevolezza di essere scelto dal Signore, sentire la responsabilità del cambiamento radicale della mia vita, del mio modo di essere, si sono incise nel mio cuore.

Sto donando la mia vita, vivrò per Lui con Lui e in Lui.

(Salvatore Palumbo)

Visita del Superiore Generale della Congregazione al Noviziato

Visita del Superiore Generale della Congregazione al Noviziato

Eravamo seduti a tavola per il pranzo, come ogni giorno, e improvvisamente si sente bussare alla porta… è il P. Generale! Che bella sorpresa! Una visita inaspettata, in tanta semplicità e delicatezza, che ha riempito di gioia il nostro cuore.

Molto bello il suo gesto di attenzione per la nostra comunità del noviziato! Era di passaggio ha detto, ma non poteva non fermarsi! Quindi, dopo esser stato in San Giuseppe, da p. Josè Orbegozo, si è fermato da noi.

Dopo il primo saluto affettuoso e personale a refettorio, ci siamo spostati nella sala degli incontri di comunità. Era molto desideroso oltre che salutare i religiosi della casa, conoscere almeno sommariamente, tutti noi novizi passionisti, e così ci siamo presentati. Traspariva dai nostri volti la gioia mista a forte emozione.

Dopo averci ascoltato attentamente, ha preso la parola, un discorso breve, ma intenso. Ha esordito, ricordando un’altra visita inaspettata, sempre qui al monte, in questa stessa casa, quella del Papa (ora beato) Giovanni Paolo II, quando al suono del campanello un padre andò ad aprire la porta e si trovò davanti il papa; ma con aria umoristica, ha detto che lui non è il papa ma, la visita è stata comunque inaspettata! In questo modo, ha espresso anzitutto la sua gioia per ave incontrato personalmente noi novizi con il maestro p. Carlo e il vice maestro p. Roberto, e tutti i padri della comunità. Li ha anche ringraziati per il loro servizio per noi e per l’intera congregazione. Ha continuato il suo discorso invitandoci ad essere sempre gioiosi, con il sorriso in volto, per poter annunciare a tutti Gesù Cristo, senza quell’aria di tristezza tipica da funerale.

Ci ha assicurato inoltre, la sua preghiera per domenica prossima, 8 dicembre, che per noi sette novizi, è una giornata speciale: faremo la vestizione, indosseremo per la prima volta l’abito della Passione. Questa visita inaspettata, la consideriamo quindi, già il primo gran bel regalo per la nostra vestizione!

Poi uno di noi, anche se un po’ timidamente, a nome di tutti, oltre a manifestargli la gratitudine di questa bella sorpresa, lo ha anche invitato a presiedere alla nostra prima Professione religiosa, che se il Signore vorrà, sarà in settembre prossimo. Anche qui, non è mancato il suo sorriso e la sua disponibilità, sempre in base ai suoi impegni in agenda.

Non ci resta allora che dire:

Grazie P. Generale, e venga spesso a farci queste belle sorprese!

(Marino Longo, novizio)GEN-480x480

L’inizio del noviziato passionista al Monte Argentario

L’inizio del noviziato passionista al Monte Argentario

“Mi hai chiamato, eccomi Signore!”. Sono state queste le parole che hanno dato inizio alla nostra bella esperienza di noviziato. Ci siamo preparati a questo momento con il digiuno e una veglia di preghiera, come suggerito dal Santo Padre Francesco la sera del 7 settembre. Questo ha permesso anche di sentirci in comunione con tutta la Chiesa invocando il dono della pace.

La sera dell’8 settembre 2013, memoria della Natività della Beata Vergine Maria, è stato per noi un momento di grande grazia e forte commozione. Ha presieduto la celebrazione eucaristica il padre provinciale della Presentazione, Fiorenzo Bordo, il quale ci ha consegnato le regole e costituzioni della nostra Congregazione, dando così inizio ufficiale al noviziato Ceb.

Fin da subito, grazie al nostro padre maestro, Carlo Scarongella, affiancato dal vicemaestro p. Cristiano Massimo Parisi, possiamo dire di sentirci un gruppo affiatato, nonostante la diversità di età e provenienza. I nostri nomi sono: confr. Salvatore, confr. Marino, confr. Davide, confr.Ippolito, confr. Giovanni, confr. Alberto e confr. Marcelo, quest’ultimo portoghese.

Stare qui sul Monte Argentario (GR), è per noi motivo di gioia poichè in questi luoghi si respira ancora forte la santità del nostro Padre Fondatore che volle proprio qui il primo ritiro della Congregazione Passionista. Dopo il postulato, nelle comunità di Bari e Manduria in cui abbiamo sperimentato un clima di vera fraternità che ci ha permesso di fare discernimento sulla nostra vocazione, siamo entusiasti di proseguire questo cammino di sequela a Cristo sulle orme di San Paolo della Croce.

Un ringraziamento tutto particolare va al nostro Superiore Provinciale Padre Cosimo Chianura, che fin da subito ci ha dato fiducia sostenendoci sempre con affetto paterno. Siamo consapevoli che il noviziato è un’esperienza forte di formazione, perciò chiediamo un forte sostegno con la preghiera, assicurando a tutti voi la nostra!

(Davide, Marino e Salvatore)