Dal Portogallo, dove P.Carlo si trova per l’incontro dei Consultori alla Formazione della futura Provincia CEB, ci giungono i suoi saluti.
A Fatima ha pregato per noi tutti, affidando alla Vergine Maria e al Suo Cuore Immacolato il cammino del noviziato, la vocazione dei novizi e tutte le intenzioni particolari affidate alla nostra Comunità. Grazie di cuore!
Oggi la nostra Congregazione ricorda il Beato Pio Campidelli. Di lui S.Giovanni Paolo II disse:
[…] Come il buon sale, immersi nell’esperienza multiforme della vita umana e nell’epoca storica alla quale sono inviati, i santi, con l’intenso sapore della loro testimonianza fedele al Vangelo fino all’eroismo, sanno permeare il loro ambiente della dottrina di Cristo, contribuendo alla progressiva attuazione della missione della Chiesa nel mondo. Nell’anno internazionale della gioventù è elevato alla gloria degli altari Pio Campidelli, fratel Pio di San Luigi, un giovane che, come sale saporoso, ha dato la vita per la sua terra, per il suo popolo: offri la vita per la Chiesa, il Papa, la conversione dei peccatori, per la sua Romagna. Fratel Pio ha trovato il valore fondamentale della sua vita religiosa proprio nel dono di se stesso. Questo tratto essenziale della sua fisionomia interiore apparve ai testimoni specialmente nel momento della morte, quando, « con piena conoscenza della sua prossima consumazione andavasi tuttodì offrendo a compiere perfettamente il suo sacrificio per uniformarsi alla volontà del suo Dio; l’offriva per la Chiesa… e in specie per il bene della sua diletta Romagna » (dal Processo Canonico)[…].
Giovedì 30 ottobre abbiamo vissuto, come comunità di noviziato, presso il Convento ”San Giuseppe” una intensa giornata di ritiro spirituale.
La meditazione è stata tenuta dal Padre Maestro Carlo, sul brano evangelico Marco 3,13-21.
Condividere un cammino…spezzare e condividere briciole di Parola e di Pane, camminare insieme verso un compimento che è oltre il tempo e la storia, perché posto nelle mani e nel cuore di Dio, gioiosi di rientrare, per grazia, nel progetto di salvezza che lui, gratuitamente, ha avviato per il mondo.
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Abbiamo vissuto – provvidenzialmente – dal 27 al 28 c.m. una ”due giorni” di riflessione col clero della Diocesi di Pitigliano – Sovana – Orbetello sul tema della Parola di Dio nella vita della Chiesa. Le riflessioni sono state tenute da Mons. Ermenegildo Manicardi che attualmente ricopre l’incarico di Rettore dell’Almo Collegio Capranica in Roma e da Mons. Luciano Pacomio, Vescovo di Mondovì, già predecessore di Manicardi al medesimo Collegio. Un’immagine suggestiva albergava nella mente di chi vi scrive nell’ascoltare i due ottimi relatori: il grande stupore stampato (visibilmente, direi) sul volto dei nostri fratelli separati, quando, durante il Vaticano II i Padri Conciliari scelsero di iniziare i vari lavori e le varie sessioni con l’intronizzazione della Parola. Quanto cammino ha compiuto la Santa Chiesa, e quando cammino – ancora – l’attende. Ri-scoprire la Parola, ri-scoprirsi nella Parola e dalla Parola, ri-scoprire il primato di Dio (e della sua Parola) nella vita della Chiesa.
La riflessione di Mons. Manicardi si è soffermata su alcuni punti della ”Dei Verbum”, mentre Mons. Pacomio ha invece ”condiviso” alcune sue riflessioni sull’esortazione Apostolica ”Evangelii Gaudium” di Papa Francesco.
Siamo in cammino ha affermato Mons. Manicardi. E’ un’immagine bella, profonda. Siamo in cammino dietro una Parola viva, vera che precede ed illumina il tragitto che ci attende. Se è vero, come è vero, che la Parola cresce ”cum legentes” (con coloro che la leggono), possiamo ribadire – senza svelare nulla di nuovo – che essa cresce con quanti la vivono e credono in essa.
Il primato della Parola è un primato che si esplica in tutta l’economia della salvezza. Dio Padre, che nel Figlio si rivela, fa della Sua Parola il fulcro di tutto il messaggio cristiano. Senza la Parola non ci sarebbe salvezza, non ci sarebbe liturgia, non ci sarebbe Eucaristia.
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