Venerdì 21 novembre, Memoria della Presentazione di Maria SS.ma al tempio, nel giorno in cui la Comunità Passionista del Monte Argentario festeggia Colei che è titolare del primo ritiro della Congregazione, hanno ricevuto l’abito passionista i novizi Francesco Leonardi, Fabrice Felim e Andrea Maniglia.
Il rito della vestizione, svoltosi durante una Concelebrazione Eucaristica a cui hanno partecipato circa 30 tra sacerdoti passionisti e presbiteri della Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, è stato presieduto dal Rev.do P. Danilo Mazzoni, Superiore Provinciale CORM.
Alla presenza dei parenti più stretti e dei fedeli, giunti per l’occasione, si è svolta la funzione nel rispetto della suggestiva tradizione, con la consegna dell’abito religioso e l’imposizione della Croce e della Corona di spine: simboli della particolare chiamata a seguire Cristo povero e Crocifisso nella Congregazione passionista.
Ai tre “neo vestiti”, come li ha simpaticamente chiamati mons. Guglielmo Borghetti giunto al termine della funzione ad omaggiare i tre novizi, tanti auguri di perseveranza e santità.
Di seguito l’Omelia del Rev.do P. Danilo Mazzoni (Provinciale CORM)
Praticamente tutte le pagine del Diario scritto da Paolo della Croce durante l’esperienza dei 40 giorni a Castellazzo Bormida riportano le condizioni e gli effetti dell’orazione.
A volte troviamo brani di colloqui. Per sei volte Paolo registra che ha avuto “intelligenza infusa” di determinate verità, in particolare della Passione di Gesù.
Da quanto egli scrive l’orazione, nel suo centro è profonda e fatta in quiete, spesso senza disturbo degli scrupoli, ma non mancano le distrazioni, le tentazioni della fuga, ma anche l’incapacità a farlo. E ancora: l’orazione del patire, il desiderio di riparazione, la preghiera per la conversione dei peccatori e degli eretici, la visione di personaggi celesti e tanto altro ancora.
Esperienza di Castellazzo : Le forme di preghiera o modi di orazione
(prima parte)
Esperienza di Castellazzo : Le forme di preghiera o modi di orazione
(seconda parte)
Pubblichiamo il contenuto degli incontri che P.Tito Paolo Zecca sta tenendo in questi giorni ai novizi passionisti
Paolo ha scelto quelle forme che permettessero all’operaio apostolico di raggiungere sia il singolo, gruppi più o meno formati, sia la massa o totalità, possibilmente, di una città o di un paese. Per questo parla di missione, di esercizi spirituali al clero,alle religiose, al popolo, catechesi ed istruzioni nei paesi o in preparazione a periodi liturgici, (per es. le confessioni pasquali), conferenze, prediche saltuarie nei paesi vicini, ai militari nelle caserme,conferenze o colloqui con persone singole, confessioni e direzione spirituale, incontri casuali o cercati
per es. con malati, con carcerati, con operai, per es. boscaioli, pecorai, ecc., con birri,ecc. In breve: varietà di forme, purché si trattasse di annuncio della parola con riferimento intenso alla Passione di Gesù, annuncio che non legasse l’operaio stabilmente ad un luogo, e lo mantenesse in costante legame con la comunità.
Paolo ha escluso: l’oratoria sublime, come si diceva allora, e simboleggiata per eccellenza dal quaresimale il cui predicatore veniva scelto almeno con il concorso dell’amministrazione civica, a volte solo da essa con la sola approvazione del vescovo, e veniva anche pagato dalla stessa amministrazione. Da qui “raccomandazioni”, facili accettazioni di persone, privilegi, ecc.
Altra esclusione fatta da Paolo è la parrocchia; in quanto contraria al fondamento del concetto itinerante della predicazione profetica propria della Congregazione; alienante dalla vita di comunità e non avrebbe permesso una osservanza rigida di tutti i voti. Vi avrà anche influito, con molta probabilità, il desiderio di non entrare in lizza con il clero diocesano che era sufficiente.
Pubblichiamo il contenuto degli incontri che P.Tito Paolo Zecca sta tenendo in questi giorni ai novizi passionisti
[…] Or per seguire a raccontare le meraviglie di Dio: dopo queste visioni della s. tonica con il SS. Segno, mi ha dato Iddio maggior desiderio ed impulso di congregare compagni, e con la permissione di Santa Madre Chiesa fondare una Congregazione intitolata: I Poveri di Gesù (4). E dopo di ciò il mio Dio m’ha fatta restare infusa nello spirito la forma della Regola santa da osservarsi dai Poveri di Gesù e da me suo minimo ed indegnissimo servo, la quale per fare la S. Obbedienza andrò scrivendo con la grazia dello Spirito Santo. Sappiasi che l’intenzione che Dio mi dà di questa Congregazione non consiste in altro che in primo luogo di osservare con perfezione la legge del nostro caro Iddio con l’osservanza perfetta de’ suoi SS. Consigli Evangelici, e singolarmente il totale staccamento da tutto il creato, esercitandosi perfettamente nella santa povertà tanto necessaria per osservare l’altri consigli e mantenere il fervore della s. orazione; avere zelo del suo santo onore, promuovere nell’anime il s. timore di Dio procurando la distruzione del peccato; et insomma essere indefessi nelle fatiche sante di carità, acciò il nostro caro Iddio sia da tutti amato, temuto, servito e lodato ne’secoli de’secoli. Amen. (S.Paolo della Croce – Dall’introduzione alla Protoregola)
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