da admin | 21 Dicembre 2015
In occasione del Giubileo della Misericordia, sono previsti alcuni speciali appuntamenti settimanali:
OGNI GIOVEDI
Dalle 15:30 fino alle 18:30 Adorazione Eucaristica silenziosa e Confessioni
ore 21:00 Adorazione Eucaristica animata
OGNI SABATO
Dalle 9:30 alle 12:00 Più sacerdoti saranno a disposizione per le Confessioni
Oltre questi orari i missionari passionisti rimangono a disposizione dei fedeli per le Confessioni e per l’accoglienza dei Pellegrini secondo le richieste.
Si ricorda che per tutto l’anno giubilare è possibile ottenere ogni giorno, una volta al giorno, l’indulgenza plenaria per se stessi o per un defunto alle seguenti condizioni.
CONDIZIONI
Per vivere e ottenere il GRANDE DONO DELL’INDULGENZA i fedeli sono chiamati a:
1. compiere un breve pellegrinaggio verso una delle Porte Sante diocesane o nelle quattro Basiliche Papali a Roma, come segno del desiderio profondo di vera conversione.
2. È importante che questo momento sia unito, anzitutto, al SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE e alla CELEBRAZIONE DELLA S.MESSA con una riflessione sulla misericordia.
3. Sarà necessario accompagnare queste celebrazioni con la PROFESSIONE DI FEDE (Credo) e con la PREGHIERA PER IL PAPA E PER LE SUE INTENZIONI per il bene della Chiesa e del mondo intero.
da admin | 1 Ottobre 2014
In una cappella laterale della chiesa conventuale della Presentazione sono conservate all’interno di un’urna bronzea, realizzata dal passionista Tito Amodei, le spoglie mortali del Venerabile Galileo Nicolini. Di seguito alcuni accenni biografici.
Biografia
I suoi genitori erano Luigi, appaltatore di lavori stradali e impresario edile, e Loreta Lucciola. Fin dalla fanciullezza manifestò spiccate doti di intelligenza e particolari doni della grazia. Ricevette la prima comunione presso la chiesa dei Passionisti a Sant’Angelo di Vetralla, poco lontano da Capranica il 26 agosto 1894. Nei dieci giorni di ritiro in preparazione all’evento Galileo ha una visione chiara di quel che sarà il suo futuro, dirà: “Gesù nella prima comunione mi ha fatto conoscere che io debbo farmi religioso passionista“. Essere religioso e sacerdote diventò la sua unica aspirazione.
Il ragazzo dovette superare lo scoglio delle obiezioni poste dal padre che lo vedeva troppo giovane e fragile per affrontare l’austerità della vita passionista.
Il 5 marzo 1895 entrò nel seminario dei passionisti di Rocca di Papa (RM). Il suo buon comportamento fu sufficiente per cui poté essere ammesso al noviziato.
Arrivò nel ritiro dell’Angelo presso Lucca il 25 aprile 1896 dove vestì l’abito passionista l’11 maggio dello stesso anno.
Ebbe come maestro di noviziato il venerabile padre Nazareno Santolini che restò incantato del giovinetto. “Non appena lo conobbi, dirà, ravvisai in lui una perla preziosa affidatami da Dio e mi stimai fortunato di averlo tra il numero dei miei allievi“.
Il 25 febbraio 1897 si manifestò in lui improvvisa e violenta la tisi polmonare, concomitante al rapidissimo sviluppo dell’adolescente.
Il 1 maggio fu trasferito nel ritiro della Presentazione sul Monte Argentario nella speranza che il cambiamento dell’aria potesse giovargli. Nelle condizioni precarie in cui già si trovava, il viaggio fu un vero calvario. Senza un lamento, col pensiero a Gesù Crocifisso e alla Madonna Addolorata sotto la croce, tra le sofferenze ripeteva: “Signore, accrescete i dolori, ma accrescete anche la grazia!“.
Alcuni giorni dopo l’arrivo il male peggiorò e gli venne amministrato il Viatico. Dopo gli si offrì un conforto che rifiutò dicendo: “Gesù mi basta! È l’ultima volta!“. Quando ricevette l’olio degli infermi esclamò: “Padre, quanto è bello morire così“. Con il permesso del Padre Generale dei Passionisti, il beato Bernardo Silvestrelli poté anticipare privatamente la professione dei voti che avrebbe dovuto fare alla fine dell’anno di noviziato, ormai prossima.
Il 13 maggio 1897 verso le ore tre inclinò dolcemente il capo sul lato destro e spirò nel silenzio profondo della notte.
Culto
Il giorno dopo venne sepolto nel cimitero di Porto Santo Stefano (GR) con la commossa partecipazione di tutto il popolo. I funerali furono solennissimi come quelli di un vescovo, tutti dicevano: “È morto un piccolo grande santo”. Era vissuto solo 14 anni, 10 mesi e 26 giorni.
Monsignor Luis Olivares, S.D.B. (+ 1943), vescovo di Nepi e Sutri, la diocesi di Galileo, lo definì “un altro Domenico Savio, entrambi ragazzi santi”.
Il 10 febbraio 1921, per interessamento del suo maestro Nazareno, i suoi resti mortali furono traslati nel cimitero dei Passionisti sul Monte Argentario e successivamente (1925) posti nella chiesa della Presentazione, dove il 21 novembre 1989 vennero definitivamente collocati in un’urna di bronzo (opera di Tito Amodei).
Nell’ottobre del 1921 la curia vescovile della diocesi di Grosseto aprì il processo informativo per la causa di beatificazione e nel 1924 iniziarono i processi canonici presso la Congregazione per le Cause dei Santi, ancora vivente il suo maestro di noviziato.
Il 27 novembre 1981 venne dichiarato Venerabile da papa Giovanni Paolo II.
fonte: Pierluigi Di Eugenio, Galileo Nicolini. Un santo adolescente, in Sotto la croce appassionatamente, San Gabriele Edizioni, San Gabriele (TE) 2006, pp. 239 – 248.
da admin | 30 Settembre 2014
La festa della presentazione al tempio, chiamata Eisodos o “Ingresso della madre di Dio nel tempio”, proviene dalla cultura bizantina dove era molto popolare; considerata una tra le maggiori feste della Vergine, fa parte del ciclo delle dodici feste. La data della festa, il 21 novembre, corrisponde al giorno della dedicazione della basilica di Santa Maria Nuova a Gerusalemme, fatta costruire dal vescovo Elia e finanziata dall’imperatore Giustiniano nel 543; tale ricorrenza si sviluppò a Costantinopoli nei secoli VII-VIII (San Salvatore in Chora) fino alla definitiva adozione da parte di Sisto V nel 1585.
Anche l’iconografia molto ricca indica l’importanza che la Chiesa dava al tema di Maria completamente promessa a Dio fin dall’infanzia, e deriva esclusivamente dai vangeli apocrifi, in particolare dal Protovangelo di Giacomo (III sec.) e dal Vangelo dello Pseudo- Matteo (VII-VIII sec.), ma si diffuse soprattutto nel Medioevo attraverso la Legenda aurea di Jacopo da Varagine (XIII sec.). Altri testi furono, comunque, di riferimento, come quello di san Massimo il Confessore, che descrive l’evento nella Vita di Maria, ma anche Germano nella Omelia per la presentazione e Giorgio l’innografo nel “Kontakion” per la presentazione.
La memoria liturgica della presentazione trova la radice e il fondamento nella tradizione ebraica e nel fatto che, come tutti gli ebrei osservanti, anche Gioacchino e Anna portarono al tempio Maria bambina, per offrirla al Signore, facendo dono di due tortore o di due colombi. La festa vuole ricordare anche tutto il periodo che va dalla nascita fino al fidanzamento con Giuseppe e all’annunciazione.
Nel celebrarla la Chiesa intende illuminare il silenzio che grava sul primo periodo della vita di Maria e presentarlo come tempo della preparazione alla sua vocazione di Madre di Dio. Nel tempio ella visse, secondo la tradizione, dai 3 ai 14 anni; tuttavia nell’arte vengono rappresentati solo i momenti dell’entrata nel tempio, cioè la presentazione, e dell’uscita definitiva dopo il matrimonio con Giuseppe.
È da notare che gran parte degli artisti raffigurano la Vergine quasi sempre come una giovinetta e non come una bambina di tre anni. L’iconografia si rifà soprattutto ai capp. 7 e 8 del Protovangelo di Giacomo e alla Legenda aurea: Maria è sempre presentata ai piedi della scalinata o mentre sale su una scala composta generalmente da quindici gradini, corrispondenti al numero di salmi graduali (dal Salmo 120 al 134) che erano cantati dal popolo d’Israele quando saliva in pellegrinaggio al tempio di Gerusalemme. Nonostante la tenera età, i testi la descrivono molto decisa nell’avanzare, senza l’aiuto dei genitori e senza voltarsi verso di loro, dimostrando così la propria volontà di offrirsi al Signore.
La celebrazione liturgica, che risale al secolo VI in Oriente e al secolo XIV in Occidente, dà risalto alla prima donazione totale che Maria fece di sé, divenendo modello di ogni anima che si consacra al Signore.
Molti mistici, attraverso i secoli, hanno avuto una grande devozione verso l’infanzia di Gesù e di Maria. Paolo della Croce è uno di questi. Dall’infanzia di Gesù e di Maria egli traeva una doppia ispirazione. La prima e più profonda è quella della divina natività che si realizza in ogni anima attraverso la fede e la preghiera.
” Lei stia ben chiusa nel suo interno – scrive Paolo a Maria Crocifissa Costantini – con profondissima cognizione del suo niente, che in tal forma si celebrerà nel suo spirito la divina natività del Verbo divino, umanato nel silenzio della notte della fede e del santo amore” ( Lettere, II, 297 ).
L’ altra ispirazione è quella dell’infanzia spirituale, che ognuno di noi deve vivere secondo il Vangelo: ” Per fare questo ed avere l’ingresso nel Cuore Santissimo della nostra gran Regina e Madre bambina, bisogna farsi pure bambina e con la semplicità fanciullesca, con la vera umiltà e annichilamento di cuore ” ( Lettere. I 320 ).
Nell’abside della Chiesa della Presentazione al Monte Argentario, sopra l’altare maggiore, tra i due armoniosi balconcini dei coretti, è collocata la grande tela della Presentazione di Maria al Tempio, attribuita a Sebastiano Conca, amico di San Paolo della Croce.
da admin | 30 Settembre 2014
Il Convento dei Passionisti
Sul versante del monte in direzione Punta Telegrafo si trova il convento dei Passionisti, un luogo tranquillo e ombreggiato anche d’estate lontano dalla folla di villegianti. Da qui, si ha una bella vista su Orbetello, la laguna e il tombolo della Giannella, che aiuta a capire meglio la morfologia della laguna.
Si può visitare la cappella del convento, piccola e racolta, e, volendo, inginocchiarsi in preghiera nello stesso posto in cui sostò il Papa Giovanni Paolo II nell’anno 2000. (Il posto è indicato da una targhetta.)
Un segno di civiltà e spiritualità
Nella Maremma del XVIII° secolo, dominata da corsari, malaria e da un’atmosfera di silenzio e di morte, San Paolo della Croce volle lanciare una sorta di “sfida” costruendo un convento che avrebbe costituito, nel tempo, un segno di civiltà e spiritualità. La storia vuole che fosse proprio il Santo a tracciare per terra con un bastone il semplice schema (un rettangolo) della chiesa, votata alla povertà ed all’austerità, come voleva la sua regola che, al tempo stesso, non disdegnava nessun “ornamento prezioso atto ad accrescere maestà e decenza al divin culto”.
Dal semplice tracciato del fondatore, in ripetuti interventi, si approdò, intorno alla fine del ’700, alla chiesa attuale e dal nucleo iniziale delle povere celle, si giunse, un secolo più tardi, al bastione che domina sull’Aurelia da Ansedonia ad Albinia. Il nucleo sorto quando viveva il santo, grazie al recente restauro, è oggi abbastanza riconoscibile e fruibile. Anche la chiesa è stata restituita a quella omogeneità che le fu data, nel 1780/82, dal “capomastro” Michele Rusconi.
La cronaca del convento
1728 – San Paolo della Croce arriva all’Argentario e si stabilisce prima nel romitorio dell’Annunziata e poi in quello di San Antonio. Qui si costituisce il primo nucleo dei suoi compagni.
1733 – Inizia la costruzione della chiesa e del convento, ripetutamente interrotta dalla guerra nello Stato dei Presidi.
1737 – 14 settembre: inaugurazione della Chiesa e del Convento da parte di Mons Moretti, Vicario generale di Orbetello.
1744 – San Paolo ottiene dal Papa l’approvazione della Regola; il numero dei religiosi sale a 30.
1761 – Si inaugura a 800 metri da questo convento il primo noviziato passionista.
1780 – Viene eretto il campanile.
1797 – Al tempo della Repubblica Romana e l’esilio di Pio VI il convento servì da rifugio a molti forestieri e vescovi.
1799 – Dal 2 al 5 maggio le truppe francesi si abbandonano nel convento ad ogni sorta di vandalismo. Anche il quadro della Madonna del coro viene sfregiato.
1801 – Il territorio dei Presidi viene incorporato alla Toscana. La reggente granduchessa Maria Luisa di Borbone dona al convento 18 moggi di terreno.
1808 – Soppressione dei conventi da parte di Napoleone.
1810 – Questo convento è spogliato di tutto e venduto. Dopo alcuni mesi l’ordine di soppressione è revocato perché il convento non possiede beni.
1817 – La comunità di questo convento si prodiga nell’assistenza della popolazione colpita dal colera.
1820 – Il 24 aprile Fernando III Granduca di Toscana viene in visita al convento.
1825 – L’8 aprile anche Leopoldo II Granduca di Toscana visita il convento.
1835 – Arriva il colera da Livorno e molta gente sale al convento per confessarsi.
1838 – Un furioso incendio si ferma miracolosamente sotto il muro dell’orto. Casi analoghi si registreranno anche in seguito.
1866 – Ancora un’altra soppressione del convento e dispersione della comunità.
1869 – Il convento è ricomprato per 50.000 lire. Ritornano i religiosi.
1876 – Nuove vessazioni e persecuzioni.
1900 – Viene costruito il cimiterino.
1915 – (Prima Guerra Mondiale) Si requisisce il convento per sistemarvi 200 militari; i religiosi abili sono chiamati alle armi.
1927 – Anche in questo convento arriva la luce elettrica.
1933 – Erezione della croce monumentale alta 19 metri.
1943 – (Seconda Guerra Mondiale) Dopo l’8 settembre il convento diventa un asilo per centinaia di persone; successivamente vi si trasferisce il Comune di Porto Santo Stefano e l’ospedale civile.
1944 – Numerose azioni di guerra sull’Argentario. Il 28 aprile Orbetello è bombardata dagli anglo-americani. Il 12 maggio bombe inglesi, cadute a breve distanza, provocano seri danni alla chiesa; il 22 maggio la Croce è abbattuta col tritolo.
1948 – La famiglia Angella dona ai Passionisti i tre vani abitati da San Paolo nel romitorio di San Antonio. Viene rialzata la croce.
1949 – Una strada carrozzabile raggiunge il convento. Prima ci si arrivava con una mulattiera.
1960–65 – La comunità si impegna energicamente presso le autorità di governo perché l’Argentario sia protetto dalla speculazione edilizia.
1967 – Il 10 agosto, per un giorno, si portano da Roma le spoglie di San Paolo della Croce sul Monte Argentario.
1983 – Iniziano i lavori di restauro e risanamento di tutto il complesso della Presentazione.
1990 – Completamento dei lavori di restauro della Presentazione.
2000 – il 12 dicembre, a sorpresa, il Pontefice Giovanni Paolo II fa visita al Convento della Presentazione.