5 settembre 2015 – Fabrice e Francesco sono i primi professi della nuova Provincia MAPRAES

5 settembre 2015 – Fabrice e Francesco sono i primi professi della nuova Provincia MAPRAES

Sabato 5 Settembre 2015 presso il Ritiro Passionista della Presentazione di Maria Santissima presso il Monte Argentario, i Confratelli Fabrice Felim di Santa Teresa del Bambin Gesù e Francesco Leonardi del Cuore Immacolato di Maria, hanno emesso la loro prima professione religiosa. La celebrazione Eucaristica pomeridiana è stata presieduta dal Superiore Provinciale MAPRAES Padre Luigi Vaninetti, .
Lo Spirito Santo, per intercessione del Santo Fondatore Paolo della Croce, effonda sui neo-professi la grazia di ogni benedizione per la costante corrispondenza alla vocazione nella Congregazione ed il coraggio nell’annunziare sempre e ovunque la Passione del Signore Gesù.

Di seguito è possibile riascoltare l’omelia di Padre Luigi Vaninetti

 

 

Professione dei novizi – 5 SETTEMBRE 2015

Professione dei novizi – 5 SETTEMBRE 2015

Sabato 5 settembre 2015
alle ore 17:00
presso il Ritiro della Presentazione di Maria Santissima (Monte Argentario)

Confr. Francesco del Cuore Immacolato di Maria
Confr. Fabrice di Santa Teresa del Bambin Gesù

emetteranno la Prima Professione Religiosa nelle mani del Molto Rev.do P.Luigi Vaninetti Superiore Provinciale MAPRAES

Triduo a Santa Maria Goretti – 3 giorno

Triduo a Santa Maria Goretti – 3 giorno

C’è un eroismo, sconosciuto, silenzioso, simile al germogliare delle foreste sotto la cenere ancora calda dopo un incendio. È il miracolo di milioni di vite che nel silenzio hanno compreso il segreto della felicità, della gioia piena promessa da Gesù: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”…fino alla fine. L’amore fino alla fine è fonte della vera gioia. Gesù lo aveva detto: “Non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici, voi siete miei amici”. E chi ama così, fino alla fine, donando il proprio tempo, il proprio quotidiano, fino a dare la vita, realizza se stesso e riaccende nel mondo la speranza. Questa è la Bellezza che salva il mondo, quella di cui parlava Dostojestkij…lo sta già salvando ora, anche se non lo vediamo, anche se tutto intorno sembriamo sommersi da morte e rassegnazione.

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Triduo a Santa Maria Goretti – 2 giorno

Triduo a Santa Maria Goretti – 2 giorno

Uno degli esempi più belli che ci ha dato Marietta, Maria Goretti, è quello riguardante la bellezza della castità, la bellezza della purezza come dono da difendere. Oggi non se ne parla molto, anzi, quasi per niente…e quando se ne parla, la castità viene mostrata come una virtù obsoleta, da medioevo. E invece è un dono, e me lo insegna una bambina di 12 anni che l’ha protetto con la vita. E sapete perché penso che abbia avuto ragione Marietta? Perché solo chi vive nella verità può dare la vita e trovare la forza di perdonare, solo chi vive nell’amore vero può dire a chi ti sta uccidendo, cambia vita, non la buttare come stai facendo, convertiti…purifica il tuo cuore. Solo chi ama veramente desidera il bene dell’altro, fino in fondo, fino alla fine.
Nella recente visita a Torino, Papa Francesco ha detto ai giovani:
A voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti. Perdonatemi se dico una cosa che voi non vi aspettavate, ma vi chiedo: fate lo sforzo di vivere l’amore castamente.
Già ieri accennavo a quelle parole fortissime pronunciate da Madre Teresa di Calcutta: “Il silenzio riguardo alla purezza è un silenzio impuro!“.

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Triduo a Santa Maria Goretti – 1 giorno

Triduo a Santa Maria Goretti – 1 giorno

«Sono vecchio di quasi 80 anni, prossimo a chiudere la mia giornata. Dando uno sguardo al passato, riconosco che nella mia prima giovinezza infilai una strada falsa: la via del male, che mi condusse alla rovina” Sono le parole del testamento di Alessandro Serenelli, che prosegue così “Vedevo attraverso la stampa, gli spettacoli e i cattivi esempi che la maggior parte dei giovani segue senza darsi pensiero: io pure non mi preoccupai. Persone credenti e praticanti le avevo vicino a me, ma non ci badavo, accecato da una forza bruta che mi sospingeva per una strada cattiva. Consumai a vent’anni un delitto passionale del quale oggi inorridisco al solo ricordo. Maria Goretti, ora santa, fu l’angelo buono che la provvidenza aveva messo avanti ai miei passi per salvarmi. Ho impresse ancora nel cuore le sue parole di rimprovero e di perdono”.

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UNITALSI al Monte: un’esigenza dell’anima

UNITALSI al Monte: un’esigenza dell’anima

L’esperienza del Monte non è solo una tradizione che dura da anni, è un appuntamento irrinunciabile, un’esigenza dell’anima. L’ho capito partecipando quest’anno per la prima volta.
“Sembra di stare a Lourdes”, è stata la mia prima impressione, sì, sembra di stare in un santuario mariano, in uno di quei luoghi speciali, accarezzati dalla dolce presenza della Madre del Cielo, in cui tutto è grazia, in cui tutto diventa preghiera e lode a Dio. E ti sembra di conoscere tutti da anni: persone di cui un secondo prima ignoravi l’esistenza improvvisamente ti entrano nel cuore e non le scordi più. E vorresti abbracciare tutti, condividere le gioie e le sofferenze di tutti, vorresti investire ogni singolo secondo della tua giornata e della tua vita per donare gioia a chi ti sta vicino. E i giorni volano, come gli istanti vissuti amando.

Se dovessi descrivere cos’è la comunione dei santi in Cielo, questa esperienza è probabilmente ciò che su questa terra più gli si avvicina. Anche un ateo incallito in un contesto simile sarebbe capace di accorgersi dell’esistenza del Paradiso, dell’infinito che si spalanca quando si ama, ci si scopre amati e ci si lascia amare.
Nel dolore accolto e nell’amore donato rivedi la tua vita, la rileggi amata profondamente da un Dio che non rimane a guardare indifferente sull’uscio della porta, ma corre incontro ai suoi figli con le braccia spalancate per rivelargli il Suo volto Bello di Padre misericordioso. E non sfugge ad occhi attenti il riflesso di Dio che traspare attraverso il viso illuminato degli operatori e degli ammalati. È una presenza fortissima, tangibile, che attrae terribilmente, come le cose belle, come le cose vere, come la santità, come Dio.

Avrei voluto avere mille megafoni per gridare al mondo intero la Bellezza che ho visto, quella che sta salvando il mondo, quella di chi si sente vivo e felice perché ha trovato Dio e trovando Lui ha trovato tutto. Ed ho pensato immediatamente ai giovani, a coloro che gli spietati ed ipocriti media avvelenano quotidianamente con mortifere dosi di disperazione, ho pensato a tutti loro e avrei voluto averli lì con me, con noi, per tre giorni o per pochi minuti, e avrebbero visto, ne sono certo, che la speranza è tutt’altro che morta, che la speranza è viva, vivissima. Si, avrebbero visto anche loro, in un istante, ciò che ho contemplato anch’io: la bellezza della vita che si fa dono.

Mi viene in mente un aneddoto raccontato a Lourdes dal cardinal Angelo Comastri. Diceva così: “Ricordo che quando ero a Loreto, in uno dei tanti incontri con don Oreste Benzi, egli una volta mi confidò: “Da alcuni gestori di discoteche ho avuto l’autorizzazione ad entrare alle due di notte. Interrompono la musica e mi danno il permesso di parlare per due minuti, due minuti di orologio”. Fu spontaneo chiedergli: “Don Oreste e cosa dici in due minuti in quegli ambienti così sordi alla voce di Dio?” Rivedo ancora il volto sorridente e semplice di don Oreste che mi rispose: “Dico soltanto questo: voi qui cercate la felicità, ma non la troverete. Ve lo garantisco. Se volete essere felici fate del bene. La gioia si trova soltanto così”.
L’UNITALSI trasmette lo stesso identico messaggio. È quello che ho visto in questi giorni al Monte, è ciò che non mi scorderò mai di ripetere con la vita.

(P.Daniele Curci CP – Toscana Oggi – Confronto n. 21 del 07/06/2015)