Oggi parliamo della PIETÀ. Non c’entra l’arte di Michelangelo e nemmeno la commiserazione e il compatimento. Il dono dello Spirito Santo che porta questo nome, indica la nostra amicizia con Dio, un’amicizia che cambia la vita e riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita innanzitutto la gratitudine e la lode.

Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il Suo amore per noi, il cuore si scalda e si muove naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore. Ma la pietà presuppone l’amicizia, la conoscenza, l’incontro. Non si può amare una persona che non si conosce…al limite si può arrivare ad amare qualcosa di una persona che non si conosce, ma si potrà dire di amarla veramente solo dopo averla conosciuta.
Quando conosci Dio, quando lo incontri, quando incontri il suo perdono, quando scopri di essere stato amato da sempre, creato come un prodigio, quando scopri il progetto bellissimo che ha sulla tua vita e ti diventa chiaro il fatto che riponga in te tutta la Sua stima… nasce la riconoscenza, nasce la gratitudine e la preghiera diventa naturale dialogo. Non più qualcosa di forzato, non più un fastidioso obbligo, ma un atto naturale. Com’è naturale, o meglio dovrebbe esserlo, il dialogo tra due innamorati.

(Continua a leggere il testo in formato PDF)