Quarto giorno di novena in preparazione alla Solennità di S.Paolo della Croce. Abbiamo visto come il nostro Santo in modo profetico si fosse fatto interprete, già a suo tempo, del pensiero, oggi centrale nel pontificato di Papa Francesco, dell’andare verso le periferie esistenziali.
Abbiamo trattato del suo amore per i poveri, per i briganti, per i derelitti e visto come alla base del suo slancio apostolico vi fosse l’ardente desiderio di cooperare alla salvezza delle anime.
Per questo motivo Paolo della Croce aveva un certo “debole” per la santa confessione, strumento privilegiato per ricondurre le anime a Dio.
Questo sacramento fu di primaria importanza fin dai primi anni del suo ministro sacerdotale e punto centrale di ogni sua missione. Tanto che egli stesso ebbe modo di dire, in più di una occasione, che una missione senza confessioni sarebbe stata da considerarsi un insuccesso totale: il vacuo tintinnio di un cembalo squillante.



