L’uditorio di Paolo, specie in alcune zone e in certi periodi, era il più eterogeneo che si potesse immaginare. Basterebbe pensare quello che gremiva le chiese (o le piazze) dello Stato dei Presidi, da Orbetello a Porto Azzurro, dove soldati di ogni lingua e foggia si confondevano con ufficiali e cavalieri, chierici e dame, artigiani, pescatori, contadini, popolane, eremiti, mendicanti.
La scena ci sarebbe parsa ricca di contrasti oltre che piuttosto variopinta.
Ma la nota più singolare del quadro l’avrebbe offerta la presenza di tipi originali, sospettosi ed alteri, in genere nascosti, a meno che non fossero, come nei Paesi dello Stato Pontificio, muniti di regolare salvacondotto che li proteggeva dalla rabbiosa caccia che davano loro le forze dell’ordine del tempo. Erano i malavitosi del ‘700: contrabbandieri, banditi, briganti. Vivevano ai margini della società, braccati dalla giustizia, sempre latitanti per sfuggire alla forca. Una delle piaghe più vergognose dell’epoca.
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