Oggi festeggiamo, oggi esaltiamo la Tua croce, Signore Gesù. Oggi esaltiamo la Croce!
Il mondo, le voci del mondo non capiscono, non possono credere in questo, non possono capire questa festa. Come si può esaltare la Croce? Come si può esaltare un mezzo di crudeltà? Ma è nella croce, è nella Tua morte e passione, o Signore, che Tu ci mostri tutto il Tuo amore.
Tu durante quei giorni potevi benissimo scegliere di scappare, potevi benissimo non prendere la via del Calvario, potevi mostrarti come un re terreno, come un re grande e potente! Eppure hai scelto la via più difficile, la vera via, la via della donazione, la via del sacrificio per l’altro, la via che conduceva alla Croce.
È proprio su quel legno che Tu ci hai mostrato il vero significato dell’Amore! È proprio nella Croce che si manifesta la parola Amore.
Tu sei morto per noi, Tu hai scelto di morire per noi. Non c’è amore più grande di questo: “dare la propria vita per i propri amici”.
Cosa è poi l’amore, se non donarsi completamente all’altro?
Il mondo vuol far morire questo amore, il mondo vuol far sentire solo il suono assordante dell’io. Vuol farci vivere soli, abbandonati, rinchiusi negli angusti nascondigli dell’ego. Tu invece Signore ci insegni l’Amore vero, l’amore che è donazione, l’amore incondizionato, quello che dà la vita.
(I novizi)
+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo. Parola del Signore
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Parola del Signore
C’è un eroismo, sconosciuto, silenzioso, simile al germogliare delle foreste sotto la cenere ancora calda dopo un incendio. È il miracolo di milioni di vite che nel silenzio hanno compreso il segreto della felicità, della gioia piena promessa da Gesù: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”…fino alla fine. L’amore fino alla fine è fonte della vera gioia. Gesù lo aveva detto: “Non c’è amore più grande di questo, dare la vita per i propri amici, voi siete miei amici”. E chi ama così, fino alla fine, donando il proprio tempo, il proprio quotidiano, fino a dare la vita, realizza se stesso e riaccende nel mondo la speranza. Questa è la Bellezza che salva il mondo, quella di cui parlava Dostojestkij…lo sta già salvando ora, anche se non lo vediamo, anche se tutto intorno sembriamo sommersi da morte e rassegnazione.
Uno degli esempi più belli che ci ha dato Marietta, Maria Goretti, è quello riguardante la bellezza della castità, la bellezza della purezza come dono da difendere. Oggi non se ne parla molto, anzi, quasi per niente…e quando se ne parla, la castità viene mostrata come una virtù obsoleta, da medioevo. E invece è un dono, e me lo insegna una bambina di 12 anni che l’ha protetto con la vita. E sapete perché penso che abbia avuto ragione Marietta? Perché solo chi vive nella verità può dare la vita e trovare la forza di perdonare, solo chi vive nell’amore vero può dire a chi ti sta uccidendo, cambia vita, non la buttare come stai facendo, convertiti…purifica il tuo cuore. Solo chi ama veramente desidera il bene dell’altro, fino in fondo, fino alla fine.
Nella recente visita a Torino, Papa Francesco ha detto ai giovani:
A voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti. Perdonatemi se dico una cosa che voi non vi aspettavate, ma vi chiedo: fate lo sforzo di vivere l’amore castamente.
Già ieri accennavo a quelle parole fortissime pronunciate da Madre Teresa di Calcutta: “Il silenzio riguardo alla purezza è un silenzio impuro!“.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.