Il Papa ai formatori: siate testimoni!

Il Papa ai formatori: siate testimoni!

[…]Non c’è crisi vocazionale là dove ci sono consacrati capaci di trasmettere, con la propria testimonianza, la bellezza della consacrazione. E la testimonianza è feconda. Se non c’è una testimonianza, se non c’è coerenza, non ci saranno vocazioni. E a questa testimonianza siete chiamati. Questo è il vostro ministero, la vostra missione. Non siete soltanto “maestri”; siete soprattutto testimoni della sequela di Cristo nel vostro proprio carisma. E questo si può fare se ogni giorno si riscopre con gioia di essere discepoli di Gesù. Da qui deriva anche l’esigenza di curare sempre la vostra stessa formazione personale, a partire dall’amicizia forte con l’unico Maestro. In questi giorni della Risurrezione, la parola che nella preghiera mi risuonava spesso era la “Galilea”, “là dove tutto incominciò”, dice Pietro nel suo primo discorso. Le cose accadute a Gerusalemme ma che sono incominciate in Galilea. Anche la nostra vita è incominciata in una “Galilea”: ognuno di noi ha avuto l’esperienza della Galilea, dell’incontro con il Signore, quell’incontro che non si dimentica, ma tante volte finisce coperto da cose, dal lavoro, da inquietudini e anche da peccati e mondanità. Per dare testimonianza è necessario fare spesso il pellegrinaggio alla propria Galilea, riprendere la memoria di quell’incontro, quello stupore, e da lì ripartire. Questa è una disciplina di quelli e di quelle che vogliono dare testimonianza: andare indietro alla propria Galilea, dove ho incontrato il Signore; a quel primo stupore […]. (Papa Francesco – Udienza ai partecipanti al Convegno dei Formatori di consacrati e consacrate)

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#ConCalma

#ConCalma

Quando anni fa iniziai ad usare, sia su Twitter sia su Facebook i primi hashtags, sorridevo costatando che bastava cliccare su una parola, preceduta da un ”#” per allargare il campo dei propri lettori, col pregio di avere nuovi followers e condividere – così – con molti altri ancora idee o pensieri.

Se dovessimo inventare un hashtag per quest’anno di noviziato proporrei certamente questo #concalma! Magari – così – cliccandoci sopra si apriranno scene, momenti, eventi e disavventure che hanno caratterizzato questi primi 6 mesi di noviziato. Un hashtag per sentirsi persone che sanno ironizzare, per smorzare le situazioni, per ridere dei nostri difetti e delle nostre molte miserie. Coscienti che la vera ironia è un grande antidoto per il nostro IO megalomane. Cliccando su quest’hashtag immaginario si apriranno le scene delle nostre disastrose prove di canto, dei nostri sabato mattina passati #concalma nella pulizia degli ambienti, etc.; cliccando ancora su #concalma si apriranno le simpatiche immagini della disavventura vissuta venerdì 16 gennaio u.s. mentre eravamo a Falvaterra nel ritiro passionista di San Sosio, quando decidemmo di far un salto a Montecassino, per visitare Benedetto e Scolastica, figure grandi alle quali per diverse ragioni ci sentiamo legati. Presa appunto – questa decisione, corroborata anche dal desiderio di poter far visita al neoeletto padre abate Donato Ogliari, già abate di Noci (nelle Puglie) – che sia chi vi scrive sia il p. maestro hanno più volte avuto modo di incontrare durante il suo servizio presso il monastero pugliese. Ora, mentre eravamo per strada, verso la fine della recita dell’ufficio sacro, durante il cantico di Zaccaria; il p. maestro, che era alla guida del pulmino, ha ”perso il controllo” della frizione. Lo vedevamo un po’ preoccupato ed impacciato, ma non abbiamo minimamente pensato ad un qualche problema tecnico. Capite bene che la situazione era un po’ preoccupante: eravamo su un’autostrada, tra macchine e camion sfreccianti, che passavano velocemente accanto al nostro venerando pulmino, senza l’utilizzo della frizione. Il p. maestro fortunatamente ha avuto la possibilità – tra una nebbia fitta – di scorgere l’ingresso di un Autogrill (Aria servizio ovest) e così – nonostante fossimo, noi altri, ignari di tutto ancora (abbiamo realizzato dopo, infatti) – ci siamo fermati.

La frizione era andata, lei era veramente andata lasciandoci in un Autogrill tra una nebbia fitta e un freddo pungente.

P. Carlo – il maestro – provvidenzialmente (e #concalma) si è ricordato della sua appartenenza all’ACI, la cui tessera aveva da poco rinnovata. Credo sia qui necessario spendere una parola: tra tante inefficienze e ritardi presenti (purtroppo) in Italia, dobbiamo spendere una parola di elogio per l’ACI, appunto. Passati 15/20 minuti dalla telefonata di richiesta di soccorso, siamo stati allegramente e letteralmente caricati su un rimorchio e trasportati fino alla prima officina meccanica, dove abbiamo affidato a sapienti ed esperte mani il mezzo.

Il grande problema era: come rientreremo ad Orbetello? Come saliremo il Monte? L’idea più pratica, tra tante ipotesi che iniziavano a balenare nella mente fu quella di prendere una macchina sostitutiva, ciò rasserenò un po’ gli animi (inquieti) di tutti.

Verso le 17.15 iniziava per noi il viaggio della speranza: immaginate 5 energumeni rinchiusi in un’utilitaria. Indipendentemente da ciò, verso le 21 e qualcosa siamo giunti a destinazione, dopo non poche fatiche fisiche e dopo non poche soste.

Abbiamo voluto dire un grazie, poi, a Lui – il Capo, il Meccanico per antonomasia, a colui che sistema sempre tutto, e nonostante tutto rende quel tutto più bello.

Perché il racconto di quest’episodio?

Uno, abbiamo voluto su questo blog raccontare la nostra vita di novizi, impastata di cose piacevoli e cose forse un po’ meno. Gioie ed esperienze varie.

Due, crediamo profondamente, poi, che la comunità nella quale noi viviamo è la nostra famiglia, la nostra casa; e anche quando un pulmino ti abbandona piantonandoti al parcheggio di un Autogrill, tra nebbia fitta e freddo pungente, #concalma e con un po’ di ironia, puoi, se vuoi, nonostante tutto, continuare a sorridere. Insieme.

Andrea, novizio

Inizio del nuovo anno di noviziato

Inizio del nuovo anno di noviziato

La vocazione è il ”si” eterno che l’uomo rivolge verso Dio che lo ha chiamato. La vocazione è una risposta, concreta, ad Uno che ti chiama…ti invita, ti fa una proposta. Padre Marko Ivan Rupnik ha scritto: “La vocazione vuol dire seguire questo risveglio dell’amore, ascoltare questa voce che di nuovo riusciamo a sentire, fino a mettere la nostra vita integralmente a disposizione di una volontà d’amore. La vocazione significa pensare la nostra vita secondo una intelligenza capace di amore”.

Dio è l’artefice di ogni vocazione, è Lui che crede in noi prima ancora di noi stessi. La vocazione, per tanto, non è frutto di un nostro convincimento ma di una scommessa di Dio, proprio per questo la vocazione ci supera e ci sorprende sempre.
Ieri 8 settembre 2014, ha avuto inizio, presso il ritiro passionista del Monte Argentario, con la consegna delle Costituzioni, l’anno di noviziato.

Tre giovani hanno scelto liberamente di ”prendere la forma di Cristo” (Gal 4,19), e nello specifico di prendere la forma del Cristo crocifisso!

Il noviziato è un ”tempo” in cui si gusta la propria chiamata, un ”tempo” che ha per obiettivo una piena conformità a Gesù Signore, un ”tempo” che nasce dall’incontro con il mistero di Dio, mistero conosciuto, amato, goduto e ascoltato.
Ringraziate, insieme con noi, il Signore che ci ha chiamati a seguirlo dietro le orme di San Paolo della Croce. Ringraziate insieme con noi il Signore che ci ha chiamato all’esistenza.
Pregate per noi, e sosteneteci affinché la proposta di bene che Gesù ci ha rivolto trovi terreno fertile e disponibilità di cuore.

Pregate per noi affinchè possiamo diventare veri discepoli che non scelgono di seguire, ma sono scelti gratuitamente. Non scelgono cosa devono dire, ma annunciano la parola di Colui che li manda. Grazie.

I novizi Francesco, Andrea e Fabrice.

Visita del Superiore Generale della Congregazione al Noviziato

Visita del Superiore Generale della Congregazione al Noviziato

Eravamo seduti a tavola per il pranzo, come ogni giorno, e improvvisamente si sente bussare alla porta… è il P. Generale! Che bella sorpresa! Una visita inaspettata, in tanta semplicità e delicatezza, che ha riempito di gioia il nostro cuore.

Molto bello il suo gesto di attenzione per la nostra comunità del noviziato! Era di passaggio ha detto, ma non poteva non fermarsi! Quindi, dopo esser stato in San Giuseppe, da p. Josè Orbegozo, si è fermato da noi.

Dopo il primo saluto affettuoso e personale a refettorio, ci siamo spostati nella sala degli incontri di comunità. Era molto desideroso oltre che salutare i religiosi della casa, conoscere almeno sommariamente, tutti noi novizi passionisti, e così ci siamo presentati. Traspariva dai nostri volti la gioia mista a forte emozione.

Dopo averci ascoltato attentamente, ha preso la parola, un discorso breve, ma intenso. Ha esordito, ricordando un’altra visita inaspettata, sempre qui al monte, in questa stessa casa, quella del Papa (ora beato) Giovanni Paolo II, quando al suono del campanello un padre andò ad aprire la porta e si trovò davanti il papa; ma con aria umoristica, ha detto che lui non è il papa ma, la visita è stata comunque inaspettata! In questo modo, ha espresso anzitutto la sua gioia per ave incontrato personalmente noi novizi con il maestro p. Carlo e il vice maestro p. Roberto, e tutti i padri della comunità. Li ha anche ringraziati per il loro servizio per noi e per l’intera congregazione. Ha continuato il suo discorso invitandoci ad essere sempre gioiosi, con il sorriso in volto, per poter annunciare a tutti Gesù Cristo, senza quell’aria di tristezza tipica da funerale.

Ci ha assicurato inoltre, la sua preghiera per domenica prossima, 8 dicembre, che per noi sette novizi, è una giornata speciale: faremo la vestizione, indosseremo per la prima volta l’abito della Passione. Questa visita inaspettata, la consideriamo quindi, già il primo gran bel regalo per la nostra vestizione!

Poi uno di noi, anche se un po’ timidamente, a nome di tutti, oltre a manifestargli la gratitudine di questa bella sorpresa, lo ha anche invitato a presiedere alla nostra prima Professione religiosa, che se il Signore vorrà, sarà in settembre prossimo. Anche qui, non è mancato il suo sorriso e la sua disponibilità, sempre in base ai suoi impegni in agenda.

Non ci resta allora che dire:

Grazie P. Generale, e venga spesso a farci queste belle sorprese!

(Marino Longo, novizio)GEN-480x480