I novizi sui passi di San Paolo della Croce a Ovada e Castellazzo

Nel percorso formativo del noviziato è stata inserita una tappa fondamentale per noi novizi che va ad integrare quella della spiritualità che via via stiamo acquisendo ed è quella della visita dei luoghi dove il nostro fondatore è nato, vissuto, ha sentito la “chiamata ad essere apostolo di Cristo Crocifisso”, predicato ed evangelizzato.

La settimana che va dal 24 al 29 marzo siamo stati ad Ovada e Castellazzo Bormida in provincia di Alessandria, non per un giro turistico come qualcuno potrebbe pensare, ma per vivere a pieno quello che il nostro Santo fondatore ci sta trasmettendo attraverso gli scritti e le testimonianze che finora ci sono state date.

Canonicamente il noviziato si è spostato a Molare (AL) presso il Santuario di N.S. delle Rocche, custodito dai P.P. Passionisti, accolti dal Padre Provinciale CORM Danilo Mazzoni, Padre Andrea Redaelli e Padre Diego Menoncin, memoria storica e grande conoscitore dei luoghi di San Paolo della Croce; quest’ultimo non solo ci ha accompagnati, ma anche spronati a vivere e ad amare e servire la nostra Congregazione; l’esempio che ci ha dato non può essere che da stimolo per noi a fare sempre più e meglio con umiltà, bruciando del fuoco d’amore che la Passione di Cristo deve infondere nei nostri cuori.

Vivere a pieno; perché non si può scindere in un cammino di formazione la spiritualità dai luoghi che hanno dato i natali a San Paolo della Croce e che certamente hanno dato l’incipit alla spiritualità della nostra Congregazione religiosa. Benchè quelle zone siano a me familiari (io sono alessandrino di adozione), ho scoperto un mondo completamente nuovo, ho potuto immaginare come il Santo vivesse, quasi come toccare con mano, respirarne l’essenza.

Si sente forte la carica spirituale che ogni oggetto custodito in quella casa emana, gli scritti, gli strumenti della disciplina, la maschera di cera che ritrae il volto del Santo. E non solo, visitare Castellazzo Bormida, dove il Santo ha predicato evangelizzato, non come turisti “mordi e fuggi”, ma come chi è consapevole che da li è nato tutto. Ci siamo fermati in raccoglimento e in preghiera nelle chiese che lo hanno visto nell’opera di evangelizzazione.

Che emozione celebrare l’Eucaristia nella celletta dove ha scritto la prima “Regola”, su cui si è sviluppata nel corso degli anni e sulla quale oggi la Congregazione si fonda e si apre al mondo. Per completare l’esperienza di formazione abbiamo avuto una “due giorni di incontri” con la dr. Grazia Maria Costa, preside dell’ Istituto Edith Stein di Genova (associazione privata di fedeli per la formazione in scienze umane nella vita consacrata e comunità educative ecclesiali). Tema : “La conoscenza e stima di sé in vista della propria vocazione”.

Un incontro interessante che ha gettato le basi per lavorare su noi stessi cercando di cogliere le nostre potenzialità, doti e i limiti. Imparando a conoscere tali elementi siamo aiutati a scorgere altri elementi negli altri, il che non significa giudicare l’altro, ma prenderne atto, lavorare su di sè per aiutare gli altri. Come da programma il 29 mattina dopo aver celebrato l’Eucaristia, le lodi e una buona colazione abbiamo lasciato Molare per rientrare all’Argentario.